Progettazione e Architettura

Ingegneri sempre più in difficoltà: in un anno disoccupazione a +6% mentre la retribuzione cala dell'11%

Giuseppe Latour

È quanto emerge dalla ricerca «Occupazione e remunerazione degli ingegneri in Italia» realizzata dal Centro studi degli ingegneri. Per i giovani laureati cresce anche il tasso di contratti atipici e la tendenza a lasciare l'Italia

Meno lavoro e pagato peggio. Con il risultato che l'unico esito praticabile, in molti casi, è fare le valigie e lasciare l'Italia. Sono questi i dati che emergono dalla consueta ricerca annuale «Occupazione e remunerazione degli ingegneri in Italia», pubblicata dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri. L'analisi mette l'accento sulle caratteristiche di una professione che sta cambiando in maniera radicale, nel tentativo di fronteggiare la crisi economica.

In passato una laurea in ingegneria garantiva un accesso privilegiato al mondo del lavoro. Oggi i giovani ingegneri condividono con i loro coetanei, seppur in misura più attenuata, difficoltà̀ e ostacoli sempre più̀ gravi ed evidenti. Il tasso di disoccupazione tra gli ingegneri nel 2013 continua a crescere fino a sfiorare il 6 per cento. Per i giovani laureati raggiunge l'11,5%, lontano dai picchi del 40% registrati mediamente tra i giovani italiani, ma pur sempre al livello più̀ alto da quando si svolgono tali rilevazioni.

La crisi occupazionale colpisce indistintamente, seppur con diversa intensità, tutto il territorio nazionale, da Nord a Sud. La crisi si ripercuote soprattutto sulle donne e sui giovani: nel 2013 la quota di laureate in ingegneria occupate è scesa sotto il 65% (tra gli uomini è il 73,6%), laddove nel 2012 era pari al 72%. Tra gli under 35 essa si attesta al 58% contro il 65,4% registrato nel 2012.

Il momento negativo trova riscontro anche dalla tipologia di contratto con la quale i giovani ingegneri trovano lavoro: rispetto al 2012 cala, infatti, vertiginosamente la quota di assunzioni a tempo indeterminato, attestandosi al di sotto del 58%, il valore più̀ basso degli ultimi 13 anni. In aumento, rispetto al passato, la quota di contratti flessibili: il 25,3% ha un contratto di formazione (nel 2012 era il 23,5%) mentre un ulteriore 25,3% ha un contratto "non standard" (definizione che cela anche forme di lavoro sommerso e irregolare).

Alle crescenti difficoltà a trovare occupazione si associa un inarrestabile calo delle retribuzioni medie. Un laureato in ingegneria che lavora come dipendente percepisce mediamente 1.289 euro netti al mese a un anno dalla laurea. A parità di potere d'acquisto (con dati deflazionati), tale retribuzione si è ridotta di quasi l'11 per cento. Gli ingegneri italiani si confermano, dunque, tra i meno pagati d'Europa, con una differenza delle retribuzioni medie (rispetto a paesi come Germania e Francia) anche del 40 per cento.

Non meraviglia così che un numero sempre crescente di laureati in ingegneria decida di trasferirsi all'estero anche in maniera definitiva. E il dato preoccupante è che tale quota cresce più velocemente tra i neo laureati, segno inequivocabile della persistente incapacità del sistema produttivo italiano di assorbire per intero la "produzione" di laureati in ingegneria delle università italiane.

«Il nostro rapporto - afferma Luigi Ronsivalle, presidente del Centro studi del Cni - si presta a una lettura apparentemente contraddittoria. In termini assoluti, infatti, i dati confermano un trend negativo, perfettamente in linea con la situazione del paese che vive una crisi che può considerarsi sistemica. Il fatto che gli ingegneri trovino più facilmente occupazione rispetto ad altre categorie va messo in relazione, come correttamente sottolineato nella ricerca, più con l'opportunità di approfittare di personale intellettuale di competenze elevate e basso costo, facilmente impiegabile nelle più̀ svariate mansioni, che con le effettive necessità di sfruttare appieno la loro preparazione specifica». A voler essere ottimisti, però, «gli stessi dati possono essere letti in modo diverso. Gli ingegneri, infatti, anche grazie a corsi di studio che conferiscono loro elevata flessibilità̀ unita a una preparazione di base tecnico-scientifica di buon livello, trovano più̀ facilmente impiego rispetto ad altre categorie di laureati».


© RIPRODUZIONE RISERVATA