Progettazione e Architettura

Citylife, la torre Isozaky raggiunge il 50esimo (e ultimo piano)

Massimiliano Carbonaro

A Milano completato il primo grattacielo da 202 metri firmato dall'architetto giapponese - Ora restano da completare gli altri due edifici griffati Hadid e Libeskind

Con la prima torre, quella di Arata Isozaki, fatta, ne restano altre due ancora da portare a termine, quelle griffate Zaha Hadid e Daniel Libeskind, ma finalmente il maxi ambito milanese di CityLife comincia a scalare il cielo avendo l'edificio progettato dall'architetto giapponese raggiunto il 50esimo e ultimo piano e svettando sul capoluogo lombardo dall'alto dei suoi 202 metri.
La riqualificazione dell'ex area fieristica meneghina si caratterizza per la presenza di tre imponenti grattacieli coronati da una serie di eleganti comparti residenziali anche questi firmati dalle tre archistar. La Torre Isozaki è un grattacielo dedicato ad uffici che raggiunto il suo punto più alto deve preoccuparsi del completamento della parte strutturale e di quella impiantistica mentre ci si occupa anche della finitura interna. Attualmente sono già totalmente realizzati i primi 22 piani (46 piani sono per gli uffici, 2 piani lobby, 2 piani tecnici), anche a livello di finiture interne. Il completamento del grattacielo dell'architetto giapponese è previsto per la primavera del 2015, quando l'edificio verrà consegnato al gruppo Allianz per le opportune personalizzazioni.


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La costruzione dell'opera, affidata a Colombo costruzioni (già autrice dell'Unicredit Tower dell'altro importante sviluppo immobiliare di Milano, quello di Porta Nuova Garibaldi), vede impegnati al momento circa 400 uomini al giorno con un coinvolgimento complessivo, dall'inizio dei lavori a luglio 2012, di circa 1.500 addetti e 115 ditte subappaltatrici. Accanto alla torre del progettista giapponese ne verranno realizzate altre due progettare da Zaha Hadid che ospiterà la sede di Generali e dovrebbe essere consegnata alla fine del 2017, e da Daniel Libeskind che dovrebbe essere ultimata alla fine del 2018. Il costo di costruzione di questa prima torre si aggira intorno ai 160/170 milioni di euro a cui vanno aggiunti i costi accessori. Nel grattacielo Isozaki troveranno posto 3800 persone circa appunto dipendenti del gruppo Allianz, che ha recentemente formalizzato il passaggio da azionista a investitore istituzionale di CityLife, diventando l'unico proprietario dell'edificio in cui trasferirà i propri uffici milanesi. Intanto è continuata anche la realizzazione della prima parte della componente residenziale che oramai è prossima al completamento e si prevede che il parco pubblico - che sarà il terzo parco cittadino più esteso di Milano - sarà completato nel 2016. Il grattacielo Isozaki, come per altro anche le torri Hadid e Likeskind, ha ottenuto la precertificazione Leed Gold e concorre per la certificazione finale di questo standard riconosciuto a livello internazionale. La torre sarà alimentata prevalentemente da fonti di energia rinnovabile, tra cui teleriscaldamento e pannelli fotovoltaici.

La sua realizzazione si poggia anche su alcune specifiche tecniche innovative, intanto è stato stato utilizzata una platea di fondazione da 5.300 mc di calcestruzzo armato, sotto la quale sono stati realizzati 62 pali profondi 31 metri. L'edificio è caratterizzato da una struttura con nuclei in cemento armato e pilastri misti con anima in acciaio, e da "travi cintura" (una soluzione che garantisce la sua stabilità) posizionate al 24 piano e in sommità all'edificio che legano i nuclei principali tra loro. Quattro puntoni color oro alti 40/60 metri, composti da elementi in acciaio e forgiati, si trasformano da elemento strutturale in immagine estetica. La facciata in vetro, con elevato livello di trasparenza, copre una superficie pari a 24.000 mq ed è composta da circa 4.500 elementi a "cellula" prefabbricati in officina. Sui lati corti 14 ascensori, di cui 3 ascensori panoramici per lato,corrono con la velocità di 7 metri al secondo permettendo di raggiungere l'ultimo piano della torre in meno di 40 secondi. Alla base delle idee dell'architetto Isozaki c'è la volontà di realizzare una forma senza fine, una sorta di endless tower. Così è stato applicata nella sua realizzazione il concetto di un sistema modulare fatto di 6 piani con una pianta stretta e allungata e una pelle di vetro dalla forma appena bombata verso l'esterno che si può ripetere all'infinito senza soluzione di continuità.


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