Progettazione e Architettura

Città e partecipazione, Roma a caccia di fondi Ue per rigenerare Testaccio

Giuseppe Latour

Le proposte dei progettisti di Urban Ground per la riqualificazione dello storico quartiere. Un mix funzionale di investimenti pubblico-privati per un progetto da 180 milioni e un ufficio ad hoc per la urban regeneration

La nuova stagione della rigenerazione urbana parte dai fondi comunitari. Proprio mentre la programmazione di Bruxelles per il periodo 2014/2020 entra a pieno regime, sia con i bandi a gestione diretta che con quelli mediati dalle Regioni, i piani di rinnovo di molte città italiane guardano con interesse alla leva del denaro in arrivo dall'Europa.
Gli esempi delle strade che sarà possibile battere sono molti: la rigenerazione è stata inserita tra gli obiettivi prioritari da perseguire attraverso l'attuazione dei programmi finanziati dall'Ue. In questo senso, sono almeno tre le fonti alle quali è possibile attingere. La prima riguarda i fondi strutturali gestiti dalle Regioni attraverso i loro piani operativi. La seconda è legata a Horizon 2020, l'asse di finanziamento dedicato alla ricerca e all'innovazione. La terza, invece, è quella di Life, il programma dedicato all'ambiente e al cambiamento climatico. Per convogliare questa massa di denaro qualcuno comincia già a muoversi. E la tendenza pare molto legata alla progettazione partecipata e agli incubatori che cercano di coinvolgere la popolazione e gli attori dell'economia nei processi di trasformazione del territorio, sfruttando una spinta che parta dal basso.

Dopo il caso di UrbanPro, raccontato nelle scorse settimane (clicca qui ) c'è la proposta presentata in Campidoglio, insieme all'associazione culturale Rigenera, da Urban Ground, un laboratorio che raggruppa una serie di studi e società di architettura e di ingegneria (543 Architetti, Surf Engineering, Tibstudio) e associazioni come TerritorioRoma e Rialtoccupato. Da tutti questi soggetti è nato un progetto di rigenerazione, curato da Raffaele Giannitelli, che rimette al centro dell'area funzioni come l'housing sociale e realtà come il Macro. Attraverso una serie di incontri con imprese, cittadinanza, operatori dell'arte e della cultura queste idee saranno integrate nei prossimi mesi e, alla fine, saranno portate al sindaco Ignazio Marino.

L'area del progetto
Il progetto si innesta sulla zona che mette insieme Testaccio e le aree dismesse di Porta Portese. «Il sedime complessivo dell'intervento – si legge nella descrizione – è di circa 3,5 ettari, suddivisi tra proprietà del demanio, proprietà del Comune di Roma, proprietà private». L'area comprende l'Arsenale pontificio, il deposito Atac, l'ex stazione Trastevere, l'ex Autoparco dei vigili urbani, l'ex mattatoio, l'ex canile comunale. «Sono contenitori le cui funzioni sono da ripensare radicalmente. Qui un'architettura attenta e complementare ai contenuti può rifiutare il vincolo delle formule collaudate e rigenerare il territorio in un nuovo rapporto dialettico tra presente e futuro».

Gli interventi
Su quest'area si innesta un ripensamento radicale di molte strutture. La proposta prevede un mix funzionale che, attraverso investimenti pubblico-privati, realizzi una serie di nuovi spazi, a partire da un parco pubblico di quasi due ettari connesso alle attuali sponde del Tevere. Tra le due sponde del fiume sarà realizzato un ponte, con la funzione di parco sospeso, allestito con il materiale di risulta delle strutture della Tangenziale est. Tra le altre cose, poi, l'ex deposito Atac sarà riconvertito in un parcheggio di scambio per il trasporto merci e per il car e bike sharing elettrico; al suo interno sorgerà anche un ostello della gioventù da duecento posti. Saranno realizzate 160 unità residenziali di 35 metri quadrati, destinate al mercato locativo a prezzi calmierati per giovani e studenti. Oltre a un nuovo polo museale. L'ex deposito dei vigili urbani, nell'area di Porta Portese, ospiterà il nuovo Rialto.
L'ex mattatoio diventerà un macroportico dedicato alle attività ad alta specializzazione, con una gigantesca copertura fotovoltaica, in grado di rendere energeticamente indipendenti circa 800 famiglie del quartiere.

Housing sociale

Proprio il capitolo dedicato all'housing sociale è uno dei punti fondamentali della proposta elaborata da Urban Ground. L'idea è intervenire nell'area dell'ex campo di calcio della Roma, dialogando con le energie più giovani e dinamiche del quartiere, come i locali notturni del Monte dei cocci, il Macro, l'ex mattatoio, le aule della facoltà di architettura. Nel nuovo edificio saranno integrate residenze in affitto e piccoli atelier professionali, «in un contesto ricco di spazi verdi e in grado di ottimizzare la gestione di servizi comuni, sia per la residenza che per il lavoro». Il lotto prevede 13mila metri quadrati di superficie residenziale, 4.300 di commerciale, 3mila mq dedicati all'artigianato, 5mila metri quadrati di verde e un parcheggio sotterraneo di 14mila metri quadrati.

Il quadro finanziario
Il progetto, comunque, non è fatto solo di disegni e descrizioni ma anche di numeri. Complessivamente, secondo le stime elaborate da Urban Ground, per mettere in moto questa macchina di rigenerazione del quartiere servono investimenti privati pari a 164,1 milioni di euro. Gli interventi più costosi sono quelli che riguardano il parco di Porta Portese (42 milioni di euro), l'housing sociale (34 milioni di euro) e l'ex stazione Trastevere (30 milioni di euro). Le opere pubbliche peseranno per poco più di venti milioni, che saranno però interamente coperti con gli oneri concessori derivanti dagli investimenti privati.
Molto di questo denaro verrà raccolto attraverso i fondi europei. Come spiega anche Francesco Rocca, architetto che fa parte del gruppo di lavoro: «Roma capitale con le sue nuove competenze diventa autorità di gestione dei fondi europei».

Un ufficio ad hoc
«Stiamo suscitando grandi energie e pensiamo di dedicarci ad altre aree dopo quella di Testaccio, mandando avanti quello che per noi deve diventare un metodo» racconta il curatore Giannitelli. Che sottolinea: «Crediamo che all'amministrazione serva un ufficio di scopo dedicato alla rigenerazione. Nelle indicazioni della Ue per i fondi strutturali 2014/2020 si parla spesso di rigenerazione. Allo stesso modo, nella bozza della nuova legge urbanistica del Lazio sono stati inseriti tre articoli sulla rigenerazione urbana».


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