Progettazione e Architettura

A Venezia viaggio virtuale tra i grattacieli «top» firmati Permasteelisa

Mila Fiordalisi

Fino al 23 novembre in mostra le opere più iconiche dell'azienda veneta «ricostruite» per l'occasione con stampa 3D e Bim

Stampa 3D, Bim e tecnologie digitali: questi gli «ingredienti» principali della mostra «Shape! Bringing Architecture to Life» in corso a Palazzo Giustinian Lolin a Venezia (fino al 23 novembre prossimo) che racconta 40 anni di storia dell'involucro edilizio.
La mostra, organizzata da Permasteelisa in collaborazione con l'In/Arch (l'Istituto nazionale di architettura) è un «viaggio« che mira a celebrare i grattacieli più iconici realizzati dall'azienda veneta su progetto di alcune delle più note archistar mondiali e più in generale vuole mostrare al grande pubblico come si è evoluto nel tempo l'involucro edilizio, anche e soprattutto grazie all'avvento delle nuove tecnologie di progettazione.

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Gli otto grattacieli protagonisti dell'iniziativa sono stati «ricostruiti» in digitale con l'ausilio di software di modellazione parametrica e piattaforme Bim con l'obiettivo di realizzare video-render di nuovissima generazione e plastici in scala prodotti grazie ad una stampante 3D (Solido3D di Roma l'azienda che si è occupata della stampa), con la quale sono stati stampati i singoli elementi costruttivi considerati determinanti nella realizzazione dei grattacieli in questione. I «lavori» sono stati realizzati con il coordinamento dell'architetto Massimo Campari, esperto in tecnologie Bim-Gis e Sit nonché docente e direttore tecnico dei master In/Arch e dell'architetto e computational designer Vittorio Menna, anch'egli docente presso l'Istituto nazionale di architettura. In particolare, il team è stato impegnato in un'attività di ricerca sul tema del reverse-engineering e della stampa 3d per l'architettura.


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