Progettazione e Architettura

Gaza, in macerie anche la scuola-modello di Arcò e Cucinella

Mariagrazia Barletta

Esempio di architettura bioclimatica, la struttura ospitava un asilo e un ambuilatorio pediatrico. Rasa al suolo anche la mensa inaugurata solo due mesi fa

I bombardamenti israeliani hanno cancellato la scuola di Um Al Nasser, nella Striscia di Gaza. La struttura era stata progettata da ARCò e dallo studio Mca - Mario Cucinella Architects. Modello di architettura bioclimatica, ospitava un asilo e un ambulatorio pediatrico, finanziati dal ministero degli Esteri italiano, dall'Unione europea, dalla Conferenza episcopale italiana (Cei), dal comune di Milano, da Lush Italia e dalla rete di sostenitori della Ong Vento di Terra. Rasa al suolo anche la nuova mensa comunitaria che forniva pasti alle famiglie più povere del villaggio e inaugurata solo due mesi fa.

La notizia è arrivata anche alla presidente della Camera, Laura Boldrini, che era stata nella scuola a gennaio durante una visita ufficiale in Israele e nei Territori Palestinesi. E il suo pensiero va alle vittime, ma anche all'importanza di un servizio che non c'è più: «È doloroso – ha affermato - pensare che tutto sia andato in fumo. E mi viene da chiedermi se, nell'elenco sempre più lungo delle vittime civili, sia entrato anche qualcuno di quei bambini, o di quelle donne con il velo in testa che lavoravano per dare istruzione e speranza. Persino nei momenti in cui solo le armi parlano, le scuole dovrebbero essere lasciate in pace».

La notizia è stata poi confermata dalla Ong Vento di Terra che gestisce il progetto dal 2011. A commentare i fatti è il presidente Massimo Annibale Rossi: «La Terra dei bambini - racconta - rappresentava un'oasi a difesa dei diritti dell'infanzia, che l'esercito israeliano, messo al corrente di tutte le fasi del progetto, ha deciso senza alcuna giustificazione di demolire. Un'esperienza unica, in un panorama caratterizzato da decenni di conflitto, occupazione e devastazione è stata messa cinicamente a tacere».

Il centro era dotato di sei aule, di spazi dedicati a specifiche attività didattiche, di uno sportello di consulenza per le famiglie e di un ambulatorio per il counseling sanitario. La scuola era stata costruita in pochi mesi impiegando la tecnica degli «earthbag». Le pareti erano infatti realizzate con sacchi riempiti di terra, una tecnica semplice che aveva permesso di coinvolgere la popolazione locale per la costruzione della struttura. Dunque, la scuola beduina era un'architettura ecologica, basata su soluzioni low-tech e a basso costo, semplici da comunicare e pronte per essere facilmente replicate in contesti simili.

La «Terra dei bambini» era poi dotata di pannelli fotovoltaici, di un impianto di fitodepurazione e di brise soleil in legno per il controllo dall'irraggiamento solare. L'idea era anche recuperare e promuovere l'identità legata alla «Civiltà della tenda» e dunque ad una società di tradizione antichissima. Per questo l'architettura reinterpretava in maniera moderna ed innovativa la tenda beduina, grazie alla grande copertura ondulata.


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