Progettazione e Architettura

Al via la rete Torino-Skopje per progetti partecipati

Maria Chiara Voci

Il programma promosso con il Politecnico, l'Urban Center e il Siti punta a coinvolgere i cittadini nei processi di trasformazione urbana attraverso workshop, seminari formativi e tool interattivi. La piattaforma «Sinergi» coinvolgerà anche le città di Zagabria e Digione

Torino ha, nel suo passato recente, l'esperienza positiva della trasformazione sulle aree del Passante ferroviario e del nuovo metrò. Con la nascita di un grande boulevard sulla cosiddetta Spina centrale, nuovo tessuto urbano che ha ricucito gli spazi sulle «ferite» un tempo rappresentate dai binari dei treni. Skopje, invece, ha alle spalle la complessa gestione delle periferie e di programmi di edilizia sociale.
Ma come hanno fatto le due amministrazioni a condividere i processi di rilancio con i propri cittadini? Quali sono state le buone pratiche da ripetere? Come si fa a coinvolgere gli abitanti in iter che permettano a tutti di sentirsi rappresentati con successo?

La risposta arriverà dal confronto. Le due città, infatti, lavorano in questi mesi per la creazione di una rete, che oltre al capoluogo piemontese e alla capitale della Macedonia, coinvolge le città di Zagabria e Digione. Tutto avverrà nell'ambito del progetto Sinergi, Social Integration through Urban Growth Strategies, lanciato a fine marzo sotto la Mole e finanziato all'interno del programma Eacea Europe for Citizens . Un'iniziativa che vede in prima linea non solo gli uffici dei quattro Comuni, ma anche soggetti diversi, come università, Ong, associazioni. In particolare, partner di Torino sono il dipartimento di Architettura e Design (Dad) del Politecnico, l'Urban center metropolitano e Siti, l'Istituto superiore sui sistemi territoriali per l'innovazione (ente di ricerca no profit, fondato da Politecnico e Compagnia di San Paolo). «Rispetto al passato – considera l'assessore all'Urbanistica, Stefano Lo Russo – la sensibilità dei cittadini per l'ambiente in cui vivono è più spiccata. Tuttavia, spesso, è carente da parte delle amministrazioni la capacità di coinvolgere gli abitanti. E questo perché mancano concrete esperienze e modalità di partecipazione. Grazie a Sinergi vogliamo colmare questo vuoto. Cogliendo magari l'occasione per imparare da altri».

Per arrivare alla definizione di nuove pratiche di inclusione è prevista l'organizzazione, dopo quello di marzo a Torino, di una serie di workshop in tutte le città capofila. «Le domande fondamentali a cui intendiamo rispondere – spiegano i coordinatori del progetto – sono principalmente due. Come coinvolgere i cittadini nella progettazione della città e nella gestione delle trasformazioni, creando un clima di partecipazione nelle scelte che un'amministrazione deve compiere. Come facilitare lo scambio tra amministratori, tecnici e cittadini al fine di operare scelte condivise e orientate al benessere comune. Interrogativi a cui intendiamo dare risoluzione anche testando nuove modalità su casi studio concreti».

Tra le varie forme di azione, workshop, seminari disciplinari e percorsi formativi, si sperimenterà in particolare l'uso di piattaforme interattive per la condivisione di scenari, che fungono da supporto alla decisione e da raffigurazione delle preferenze in contesti inclusivi e partecipativi.
Fra tutte, Torino porterà l'esperienza di InViTo (Interactive Visualization Tool), piattaforma sviluppata all'interno dell'Istituto Siti come strumento di supporto alle decisioni territoriali, in grado di combinare data-base geo-riferiti con una versatile gamma di visualizzazioni multidimensionali.
In particolare il tool, costruito combinando le potenzialità di due software piuttosto diffusi (Rhinocerons® e il suo plug-in Grasshopper), «consente – raccontano gli ideatori – di visualizzare in tempo reale i dati inputati durante la discussione e di visualizzare scenari alternativi, facilitando la discussione e l'acquisizione di informazioni, superando anche le difficoltà legate alle diverse competenze tecniche dei decisori. InViTo, inoltre, è compatibile con diversi metodi di raccolta dati e analisi multicriteria».
I risultati di Sinergi saranno visibili solo fra qualche mese: a quel punto le città potranno avere in mano modelli e prototipi di pratiche di partecipazione urbana da esportare in altre capitali europee.


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