Progettazione e Architettura

Milano, Park associati firma il recupero del residence Porta Nuova

Mariagrazia Barletta

Ultimata la riqualificazione dell'edificio, manca solo la pavimentazione esterna. L'intervento assegnato con un concorso a inviti da Hines Italia

Studiare il «Dna dell'architettura» e le sue qualità per individuare gli elementi da conservare e quelli da valorizzare o da trasformare. L'intervento di Park Associati sull'edificio Residence Porta Nuova, progettato da Marco Zanuso a Milano negli anni Settanta, affronta il recupero dell'architettura moderna, un tema delicato che implica una profonda conoscenza dell'opera su cu si agisce e sensibilità progettuale. Il recupero dell'edificio è concluso, manca solo la pavimentazione esterna dal lato della strada: «Un gran finale» l'ha definito Filippo Pagliani, cofondatore di Park Associati. Completata la sistemazione del marciapiede, si potrà leggere un rinnovato rapporto tra interno ed esterno.

Lo studio milanese è risultato vincitore di un concorso ad inviti organizzato nel 2012 da Hines Italia, proprietaria dell'edificio, ed al quale hanno partecipato altri autorevoli nomi: Lissoni Associati, Obr – Open building research e lo studio Elementare. Lo studio Park Associati, di Filippo Pagliani e Michele Rossi, ha collaborato con la società di ingegneria General Planning per il recupero dell'edificio. Un intervento concentrato sul restyling delle facciate, sulla rivisitazione dell'attacco a terra e sulla ristrutturazione degli spazi interni da destinare in parte a uffici e in parte occupati da un noto hotel.
L'espressività brutalista e la matrice orizzontale, sottolineata dalle fasce marcapiano, costituiscono l'essenza del progetto originario ed il carattere distintivo dell'opera, da conservare e valorizzare.

Alla base delle scelte progettuali vi sono la conoscenza critica dell'opera e la volontà di intervenire con rispetto, in maniera delicata e senza stravolgere l'esistente. «Senza voler trasformare l'edificio in qualcosa di completamente diverso, spiega Pagliani, siamo andati a individuare quali fossero le parti più aggredibili da un punto di vista progettuale e che potevano contribuire a modificare l'aspetto dell'edificio. Un aspetto che, però, non volevamo intaccare in modo violento, ma migliorare, andando a interpretare l'anima più interessante del progetto».

L'attenzione è ricaduta sulle finestrature, unico elemento di facciata oggetto di una vera e propria trasformazione, il cui rinnovamento ha conferito una nuova espressione all'edificio. Nel rispetto della ritmica, è stato deciso di giocare attraverso l'inserimento di lame perpendicolari alla facciata che rendono il prospetto più vibrante. Il gioco con le lame continua attraverso il passaggio da un materiale all'altro: dal legno, al vetro, al metallo. Il cambiamento materico serve anche ad evidenziare le «due anime del progetto», racconta Pagliani, ossia le due diverse funzioni. La parte a destinazione alberghiera è connotata dalla presenza del legno, mentre la zona degli uffici è caratterizzata in facciata dalla presenza di elementi metallici, costituiti da lamiere forate e piegate, e dal susseguirsi di lame perpendicolari di vetro. Quando nel pomeriggio il sole batte sull'edificio, la luce mette in evidenza il diverso trattamento e le due «anime» vengono svelate in maniera evidente.

Anche il piano terra viene scandito da vetrate trasparenti che mettono in diretto collegamento l'interno con l'esterno, mentre una grande pensilina, spiega Pagliani: «Intensifica la protezione su strada degli accessi». Il lavoro sarà completato con la pavimentazione del marciapiede, di cui si occupa il Comune, e che sarà realizzata a breve. L'intervento su strada si inserisce in un progetto molto più ampio di sistemazione delle aree verdi di Repubblica e Varesine, opera dello studio Land di Milano, con il quale Park Associati ha collaborato per definire l'area esterna davanti all'edificio di Zanuso.

Quanto agli interni, questi sono stati completamente svuotati, fino a lasciare solo le parti strutturali in cemento. Gli ambienti sono stati poi rifiniti, ma concepiti secondo un'estrema flessibilità d'uso. Il futuro utente si troverà di fronte a spazi da poter ripartire come vuole attraverso l'utilizzo di pareti mobili. A contribuire alla flessibilità d'uso degli spazi è il sistema di facciata che viene replicato all'interno, dove sono presenti altre lame perpendicolari agli infissi, pronte ad accogliere le pareti e a scandire le divisioni interne.

Anche il tetto viene concepito come una facciata, coperto da petali frangisole in gran parte sovrastati da pannelli fotovoltaici che vanno a migliorare le performance dell'edificio, insignito, tra l'altro, della certificazione Leed Platinum. Il sistema serve a nascondere gli impianti alla vista di chi abita nei grattacieli sorti nell'area e che hanno affaccio sul tetto dell'edificio di Zanuso. I petali si chiudono in corrispondenza di una serra: punto di vista privilegiato sulla nuova Milano.

Progetto:
Park Associati (Filippo Pagliani, Michele Rossi) con General Planning srl
Team di progetto (Park Associati)
Alessandro Rossi (capoprogetto), Alexia Caccavella, Marinella Ferrari, Marco Panzeri, Davide Pojaga, Elisa Taddei, Paolo Uboldi, Fabio Calciati (rendering)
Supervisione artistica
Park Associati, arch. Alessandro Rossi
Progettazione del paesaggio: Land srl
Certificazione Leed: Greenwich srl
General Contractor
C.E.S.I. Società Cooperativa
Fotografie: Andrea Martiradonna


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