Progettazione e Architettura

Oice: ingegneria giù anche nel 2014 «Sopravvive solo chi va all'estero»

GIuseppe Latour

Il consuntivo 2013 si chiude con una produzione di 1,37 miliardi in calo del 7,3%. Ma i ricavi oltreconfine fanno registrare un aumento del 16,3%

Ancora un anno negativo per le società di ingegneria. È quanto spiega la trentesima edizione della rilevazione annuale dell'Oice, curata in collaborazione con il Cer, il Centro europa ricerche, presentata oggi a Roma. Il valore della produzione del comparto, secondo l'analisi, è calato del 7,2% nel 2013, attestandosi a 1,37 miliardi di euro. Con una doppia velocità, che ormai va avanti da diverso tempo. Da un lato c'è la domanda interna, che si contrae del 15,8%, dall'altro c'è la produzione estera, che registra un aumento del 16,3% e, di fatto, tiene ancora una volta a galla il mercato.

Patrizia Lotti, presidente dell'associazione, racconta così questa tendenza: «Ormai è chiaro che soltanto andando all'estero, con le difficoltà che comunque ciò comporta, le nostre aziende riescono e riusciranno a mantenere livelli di produzione che, seppure insufficienti, permettono di andare avanti; si tratta però di una sorta di sopravvivenza che deve trasformarsi al più presto in crescita e sviluppo. Per fare ciò occorre rilanciare la domanda interna, riaffermare la centralità del progetto, fase essenziale anche per il contenimento e l'efficienza della spesa pubblica».
La rilevazione tiene conto delle 435 società di ingegneria affiliate all'Oice e mette in luce una diminuzione dai 1.478 milioni di euro del 2012 ai 1.371 del 2013. Dal punto di vista numerico calano i contratti acquisiti nel 2013, con un -22,4 per cento: in questo caso il trend è negativo sia per l'Italia (-35,7%) che per l'estero (-13%).

Le previsioni per il 2014 dicono che si andrà ancora più in basso. I fatturati si attesteranno a 1.295 milioni di euro. Con un segnale positivo: i contratti sottoscritti all'estero sono previsti in crescita del 2,3%, con una particolare spinta dell'Africa non mediterranea e dell'Asia, che già oggi rappresentano il 60% della produzione estera totale. Per effetto di questo trend, l'estero incrementerà il proprio peso passando dal 26,8% del 2012 al 33,6% del 2013 fino al 34,9% del 2014. Nel giro di un paio d'anni la quota aumenterà di quasi il dieci per cento.

Questi elementi delineano un passaggio difficile, secondo il direttore generale del Cer Stefano Fantacone: «Il generalizzato miglioramento del clima di fiducia degli operatori tarda a tradursi in un miglioramento dei dati di produzione e del Pil. Nel frattempo, l'ambiente esterno diviene meno favorevole, a causa del deterioramento delle prospettive di crescita di molti paesi emergenti e della forte rivalutazione del cambio dell'euro. Superare questo passaggio richiede, da parte delle imprese, un forte sforzo innovativo».

Completano il quadro, quasi tutto negativo, della ricerca alcuni altri dati. Si riduce il portafoglio ordini (-1,4% nel 2013 con previsione per il 2014 di -8,4%). Va male il mercato degli appalti pubblici: -14,7 per cento. Calano i contratti acquisiti dalla pubblica amministrazione (-35,7%) e dai privati (-28,4%), anche se il peso dei contratti acquisiti dalle imprese di costruzioni tende a crescere di anno in anno: 10,6% sul totale dei contratti 2012, 11,8% nel 2013, 12,9% per il 2014. Male, infine, anche il dato sull'occupazione: il numero di addetti del settore nel 2013 è sceso a 10.180 unità, con un taglio del 5,9% rispetto all'anno precedente.


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