Progettazione e Architettura

Inarcassa, il 2012 è l'anno più nero: giù redditi e volumi d'affari, giovani progettisti in fuga dalla previdenza

Mariagrazia Barletta

Nei dati 2013 la radiografia della crisi: oltre il 30% degli iscritti dichiara meno di 10mila euro, le donne più povere dei colleghi maschi. Iscrizioni in crescita solo grazie ai pensionati che esercitano la libera professione

Il 2012 è l'anno peggiore dall'inizio della crisi: il 33,2 per cento degli iscritti ha dichiarato meno di 10mila euro e il reddito medio è bruscamente calato del 20 per cento in cinque anni. Forti le differenze tra i guadagni degli uomini e delle donne. Si fanno sentire le differenze di genere, ma anche quelle geografiche, con il Sud e le isole in netta difficoltà. Anche se più lenta, continua la crescita degli iscritti, ma a far aumentare il numero contribuisce in maniera significativa la presenza dei più anziani che continuano ad esercitare la libera professione, e quindi a versare i contributi, pur essendo titolari di prestazioni previdenziali. Sono alcuni dei dati che emergono da «Inarcassa in Cifre». La pubblicazione della Cassa degli architetti e degli ingegneri aggiorna al 2013 le statistiche sugli iscritti e i pensionati, e al 2012 i dati sui relativi redditi e volumi d'affari.

Redditi 2012: architetti e ingegneri sempre più poveri
Quella degli architetti e degli ingegneri è una popolazione sempre più povera. E dai dati emerge una situazione drammatica: nel 2012 ben 53.169 iscritti, pari al 33,2 per cento del totale, hanno dichiarato meno di 10mila euro e, tra questi, 10.787 professionisti hanno avuto un reddito pari a zero. Dal 2007 al 2012, gli iscritti hanno sperimentato un taglio vertiginoso del loro reddito medio, che è passato dai 33.037 euro del 2007 ai 26.400 euro del 2012: una contrazione del 20 per cento. E la variazione percentuale del reddito medio, calcolata rispetto all'anno precedente, ha fatto registrare nel 2012, con un meno 7,2 per cento, il valore in assoluto più negativo dal 2007. Dunque la maglia nera dell'anno peggiore dall'inizio della crisi va proprio al 2012. Anche il volume d'affari della totalità degli iscritti è stato il più basso dal 2007 (5,3 miliardi di euro nel 2012 contro i 5,9 miliardi del 2007).

Le donne continuano a guadagnare molto meno rispetto agli uomini
In riferimento al reddito professionale medio del 2012 le differenze tra professionisti uomini e donne e tra ingegneri ed architetti sono state rilevanti. Il reddito medio degli iscritti è stato di 26.400 euro, ma la media è salita grazie agli ingegneri che hanno guadagnato 33.134 euro contro i 20.505 euro degli architetti. Gli uomini continuano ad avere introiti molto più elevati delle colleghe. Il reddito medio delle donne architetto è stato nel 2012 di 14.783 euro, un po' meglio è andato alle laureate in ingegneria che hanno guadagnato 19.470 euro. Cifre ben al di sotto dei redditi conseguiti dagli uomini che per gli architetti si sono fermati a 24.181 euro e per gli ingegneri sono arrivati a 35.120 euro.

Crescono i pensionati e diminuiscono i giovani iscritti
Nel 2013 è aumentata la popolazione di ingegneri e di architetti iscritti alla Cassa, ma la crescita è stata molto più lenta rispetto agli scorsi anni. Nel 2012, se si contano anche i pensionati contribuenti (pensionati che continuano la libera professione), gli iscritti raggiungevano quota 164.731 e il 2013 ha fatto registrare una crescita dell'1,43 per cento, portando il numero a 167.092. L'incremento è stato, però, meno veloce: nel 2010 gli iscritti sono cresciuti del 4,1 per cento rispetto all'anno precedente, percentuale che è passata al 3,6 per cento nel 2011 e al 2,4 per cento nel 2012.
Ad aumentare in maniera considerevole nel 2013, sono stati i pensionati contribuenti, cresciuti, rispetto al 2012, del 18,8 per cento. Calati invece i giovani iscritti che godono delle agevolazioni contributive. Le posizioni che usufruiscono della contribuzione ridotta sono diminuite, infatti, del 5,2 per cento rispetto all'anno 2012. Anche le iscrizioni a regime contributivo pieno sono aumentate rispetto all'anno 2012, ma l'incremento è stato poco rilevante e si è fermato a quota 1,7 per cento. Significa, dunque, che a infoltire il popolo dei contribuenti di Inarcassa, non sono state solo le nuove iscrizioni, ma è risultata determinante la permanenza dei più anziani, che hanno continuato a svolgere attività libero-professionale pur essendo titolari di prestazioni previdenziali erogate dalla Cassa. L'aumento dei pensionati contribuenti è una costante. Nel 2002 rappresentavano il 3,3 per cento del totale degli iscritti alla Cassa, nel 2013 hanno raggiunto le 9513 unità, il 5,7 per cento degli architetti e degli ingegneri liberi professionisti.
A completare il quadro è la caduta verso il basso del numero di neoiscritti sia under che over 35. Il diagramma che rappresenta la presenza di neoiscritti rileva un aumento esponenziale dal 2002 al 2004, anno a partire dal quale il grafico è in continua discesa. Ma significativa è la brusca impennata verso il basso nel 2013, anno in cui è entrata in vigore la Riforma 2012. Probabilmente l'aumento dei minimi contributivi, in una situazione ancora di crisi, ha scoraggiato le nuove iscrizioni, nonostante le agevolazioni riservate agli under 35.

La crescita è a favore degli ingegneri
Dei 167.092 iscritti del 2013, 77.597 sono ingegneri e 89.495 gli architetti. E a crescere in maniera più significativa sono stati gli ingegneri che in un anno hanno fatto registrare un aumento del 2,4 per cento contro lo 0,6 per cento per gli architetti. In definitiva la composizione dei professionisti di Inarcassa sta variando a favore degli ingegneri, che nel 2011 hanno rappresentato il 45,67 per cento degli iscritti, quota che è passata al 46 per cento nel 2012 e raggiunto l'apice nel 2013 arrivando a fermarsi al 46,4 per cento.
Facendo riferimento, inoltre, al totale degli iscritti alla Cassa e all'albo nel 2013, si nota un'altra differenza tra le due categorie: mentre gli ingegneri iscritti all'albo che hanno esercitato la libera professione sono stati il 32,6 per cento, per gli architetti la percentuale di liberi professionisti è salita al 58,5 per cento (inclusi i pensionati contribuenti).

Le differenze geografiche
Sempre in riferimento ai redditi professionali medi del 2012, si notano differenze geografiche rilevanti, con una posizione di netto svantaggio per il Sud e le isole. Se il reddito medio arriva a sfiorare i 32mila euro nel Nord Ovest e nel Nord Est del Paese, quello degli iscritti del Sud e delle isole, oscilla tra i 18mila e i 19mila euro. Si posizionano in una fascia intermedia gli iscritti del Centro con una media di poco più di 25mila euro.
Le regioni con redditi medi maggiori (tra 40 e 45mila euro) sono il Trentino Alto-Adige e la Valle d'Aosta. Ma restano le due uniche oasi felici, perché ad avvicinarsi, relativamente, a tali numeri sono la Lombardia, la Liguria l'Emilia Romagna ed il Friuli Venezia Giulia, dove, però i redditi medi, ben lontani da quelle cifre, si fermano in una fascia che oscilla tra i 30mila e i 35mila euro.

La spesa pensionistica
Quanto ai pensionati, anch'essi sono in continuo aumento, in cinque anni sono cresciuti di 10mila unità. Si è passati dai 13.196 titolari di prestazioni previdenziali del 2008 ai 23.080 a fine 2013. L'onere medio per pensionato non è variato di molto negli ultimi anni, restando intorno ai 18mila euro (18.419 euro nel 2013). Ma con la crescita dei pensionati la spesa totale è quasi raddoppiata, era pari a 238 milioni di euro nel 2008 e, seguendo una crescita costante negli anni, nel 2013 ha superato quota 425 milioni. Negli ultimi tempi, e in particolare dal 2007, la crescita di pensionati è stata esponenziale. Sempre dal 2007 il rapporto tra iscritti e pensionati ha fatto segnare un'inversione e un decremento costante. Il rapporto è ancora in evidente calo.


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