Progettazione e Architettura

Expo 2015, italiani vincenti nel concorso per il padiglione dell'Algeria - Fotogallery

Maria Chiara Voci

Gli studi di progettazione torinesi De Ferrari Architetti e Buonomo Veglia, insieme a Bodino Engineering, hanno vinto il concorso di progettazione e allestimento indetto dall'Algeria per il proprio padiglione

La chiave del successo è stata, forse, la grande passione che gli architetti della cordata hanno da sempre coltivato verso la cultura islamica e le sue architetture. Insieme, c'è stato il lavoro di squadra del Ceipiemonte, che nel 2013 insieme alle Camere di commercio locali, ha messo a punto un "dossier fornitori" a servizio di chi, dall'estero o dall'Italia, ha necessità di trovare forza lavoro e know-how per organizzare la propria presenza all'Expo 2015 di Milano.

Fatta la somma di tutte le condizioni favorevoli, il risultato è arrivato. Gli studi di progettazione torinesi De Ferrari Architetti e Buonomo Veglia, insieme a Bodino Engineering, hanno vinto il concorso di progettazione e allestimento indetto dall'Algeria per il proprio padiglione, sbaragliando la concorrenza di una ventina di cordate di scala internazionale. Il progetto si avvale anche del supporto ingegneristico esterno di Idest e AI Studio. L'importo è di 1,8 milioni.
Il padiglione algerino s'inserirà all'interno del cluster dell'Expo milanese, cioè lo spazio dedicato (novità di questa edizione) all'esposizione collettiva di più Paesi differenti. «L'idea da cui siamo partiti – racconta Vittorio Jacomussi, socio di Studio De Ferrari Architetti – è rappresentare il genius loci di un popolo, inteso come spirito, luogo e cultura. L'intero allestimento dello spazio prende origine ed è governato da un componente geometrico, una piccola figura, che replicata all'infinito dà vita a forme della tipica iconografia islamica. Secondo questo disegno, abbiamo realizzato una pannellatura, che suddivide gli ambienti, nasconde gli impianti, sostiene gli schermi e i sistemi audiovisivi. I pannelli inoltre hanno caratteristiche fonoassorbenti. Lo stesso disegno è stato ripreso e riprodotto sulla moquettes, dove abbiamo utilizzato filature di spessori diversi».


Due gli spazi principali: il primo, caratterizzato da una grande ellisse sul soffitto, sarà dedicato alla proiezione con vidiwall di filmati, che mostrano le grandi tradizioni produttive algerine. In un secondo ambiente, invece, un filmato mostrerà una mamma, che spiega alla figlia le ricette della cucina tipica del Paese, anche quelle ormai perdute. «Il ristorante – prosegue Jacomussi – avrà al centro un grande lampadario, tipico delle moschee e colonne in cui saranno contenuti i prodotti enogastronomici algerini. Al piano superiore, in una sorta di salone vip pensato per accogliere gli ospiti più importanti, un grande tappeto, declinandosi e muovendosi, suddividerà lo spazio e darà vita a una grande seduta, da un lato lounge e dall'altra area di degustazione».


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