Progettazione e Architettura

Parco urbano e Museo dei bambini, Milano Santa Giulia punta a diventare il primo quartiere Leed in Italia

Massimiliano Carbonaro

Risanamento Spa presenta il nuovo masterplan in chiave smart che rilancia la riqualificazione dell'area meneghina partita nel 2005 su un progetto di Norman Foster

La palla è nelle mani del Comune di Milano, settore pianificazione, ma la maxi trasformazione urbana meneghina di Santa Giulia si è rimessa in moto. È quanto emerge dalla presentazione da parte di Risanamento Spa del Masterplan del comparto di 1,2 milioni di mq di cui circa 800mila mq ancora devono essere trasformati nella zona Sud del capoluogo meneghino durante l'Eire, la manifestazione fieristica dedicata all'immobiliare e al real estate in corso a Milano dal 24 al 26 giugno.

La rinascita di Milano Santa Giulia
L'avevamo lasciata stretta tra le morse delle difficoltà finanziare del precedente proprietario Luigi Zunino e poi delle complicazioni giudiziarie in merito alle bonifiche da effettuare, senza dimenticare le polemiche per la realizzazione di una parte dell'intervento quello più a Sud del comparto con le torri Sky e le abitazioni delle cooperative (complessivamente 1400 famiglie e 1500 dipendenti) senza le adeguate urbanizzazioni. Ma ora Milano Santa Giulia che nel frattempo è diventata di proprietà soprattutto delle banche (i soci di Risanamento sono Intesa Sanpaolo con il 35,9%, Unicredit con il 14,4%, Banca Popolare di Milano con il 6,6%, Banca popolare società cooperativa 3,5%, Monte dei Paschi di Siena 3,0% più alcune società riconducibili a Zunino per circa il 25%) vuole arrivare a completare la riqualificazione partita nel lontano marzo del 2005. La storia di Milano Santa Giulia è iniziata con la chiusura dello stabilimento Montedison e delle Acciaierie Redaelli sulle aree chiamate Montecity e Rogoredo. Risanamento ripensò al recupero di questi due comparti ex industriali in maniera unitaria con un piano integrato di intervento che fu approvato dal Comune di Milano e per cui si arrivò alle convenzioni appunto nel marzo del 2005. Alla progettazione era stato chiamato in uno dei più grandi nomi dell'architettura mondiale sir Norman Foster. L'idea originaria era di ricostruire in questo ampio comparto una zona di lusso dove si sarebbero trasferiti oltre 50mila nuovi cittadini. Il progetto prevedeva una parte residenziale per 270mila mq di slp e un parco centrale. Erano oggettivamente altri tempi tanto che la forza trainante del nuovo intervento era affidato alle case di lusso da vendere dai 450mila euro per i monolocali fino a 3 milioni per gli attici.

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Non cambiano le volumetrie in gioco
Il nuovo masterplan già depositato in Comune non modifica le volumetrie in gioco mantenendo l'edificazione residua complessiva del piano pari a circa 450.000 mq di slp, ma ridisegna l'intero progetto. «Abbiamo pensato a una città che punta sull'integrazione di due dimensioni chiave: sostenibilità, avendo già ottenuto i pre-requisiti per la certificazione Leed, e smartness, traducendo in proposte concrete il concetto di smart city - ha spiegato l'Ingegner Davide Albertini Petroni, Direttore Generale Risanamento – Con la collaborazione dello Studio Foster e di un team di consulenti, abbiamo l'obiettivo di far diventare Milano Santa Giulia il primo quartiere Leed in Italia, nel senso più ampio del termine: da quello ambientale/energetico a quello economico». Il nuovo Masterplan prevede la sostituzione della precedente funzione pubblica del Centro Congressi con il Museo Tecnologico e dell'Innovazione per Bambini, che occuperà una superficie superiore a 10.000 mq, mentre rimane nevralgico il grande parco urbano di 330.000 mq. Grande attenzione alle funzioni commerciali per trasformare l'intero quartiere in una sorta di elegante Corso Vittorio Emanuele per cui tra le varie collaborazioni in corso c'è soprattutto quella con lo studio londinese di Design International esperto nei nuovi sviluppi di questo settore. Oltre al centro commerciale (dovrebbe ospitare un'Esselunga) posizionato al lato estremo dell'area verso la tangenziale Est così da fare da barriera, il Masterplan ha riletto l'intero posizionamento dei negozi alternandoli tra vie pedonali e quasi "intime" secondo un esempio londinese a quelle più ampie dove circolano i mezzi pubblici e le auto. La dimensione degli isolati edificabili, la costruzione sui bordi con la presenza di corti ad uso privato interne e l'altezza che non supera mai i 5-6 piani, permettono una interscambiabilità e un'ampia flessibilità funzionale. Gran parte dei piani terra degli edifici, soprattutto quelli posizionati direttamente fronte strada, saranno in grado di ospitare le funzioni a servizio del contesto (piccolo commercio, esercizi di vicinato, servizi alla persona).

I prossimi passi
A questo punto il nostro compito «è quello di trovare operatori interessati al progetto e preparare un piano da presentare al mondo immobiliare - ha aggiunto Petroni - inoltre lavoriamo per trovare partner che possano investire». Intanto è anche iniziato il processo di confronto per la procedura di bonifica dell'ampia area ex industriale con gli enti competenti. Sono state fatte le caratterizzazioni e per il momento Risanamento ha accantonato nel bilancio per questo capitolo di spesa 80 milioni di euro. Mentre sul fronte urbanistico continuano gli incontri con gli uffici competenti. L'obiettivo è di arrivare ad iniziare i lavori nei primi mesi del 2016 per poi lotto per loto arrivare alla conclusione dell'intero intervento in 7 anni. Sull'investimento necessario per completare l'intera operazione invece l'ingegner Petroni ha preferito rimandare ogni dettaglio.


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