Progettazione e Architettura

Fuksas firma il contratto per Bari centrale, tra 45 giorni il progetto preliminare

Massimiliano Scagliarini

Parte la fase operativa per valorizzare 70 ettari delle aree ferroviarie nel capoluogo pugliese

Spetterà alla matita di Massimiliano Fuksas il tentativo di ricucire Bari, firmando il più grande progetto di riqualificazione urbana della città. Quasi 70 ettari di aree, oggi occupate dai binari, che entro un decennio lasceranno un "fiume" tra i quartieri storici e quelli della "nuova" (anni '60) edificazione del capoluogo pugliese.
Dopo aver vinto il concorso internazionale di idee lanciato nel 2012 – e chiamato, non a caso, Baricentrale – l'architetto genovese ha sottoscritto formalmente l'incarico con il Comune: 115mila euro per passare dall'idea allo studio di dettaglio. Ma la parte attuativa degli interventi si preannuncia difficilissima.

Il progetto Fuksas, come spiega l'ormai ex assessore all'Urbanistica, Elio Sannicandro (Bari ha appena eletto il nuovo sindaco, Antonio Decaro, dopo i 10 anni della giunta di Michele Emiliano), è quello che «ha meglio interpretato le tante aspettative ed i bisogni pregressi della città e nello stesso tempo è il più semplice: un grande "fiume verde" che risana la storica cesura, aprendo nuovi orizzonti comuni tra la città storica e quella contemporanea, in grado di generare persino percezioni diverse e nuovi modi di vivere». In altre parole, il letto lasciato libero dai binari (che in parte vengono spostati, in parte vengono riorganizzati e disposti su un unico livello) sarà destinato soprattutto al verde, con un parco sopraelevato di 3 km (affiancato da una pista ciclabile) che dovrebbe raddoppiare da 2,7 a 5,1 i metri quadri di parchi per abitante.

A sud-ovest del parco è prevista una Città della musica, che ingloberà l'auditorium "Nino Rota" per ampliarlo e affiancarlo con strutture di supporto tra cui un'area per concerti all'aperto. Un secondo incarico di progettazione, parallelo al primo, riguarda invece la ex caserma Rossani, una grande area dismessa e in parte occupata da alcuni collettivi che verrà destinata a funzioni sociali: uffici comunali, biblioteca, aree per l'Accademia di Belle Arti e il teatro, spazi espositivi e anche un parcheggio interrato da 800 posti.

Fuskas ha 45 giorni per il progetto preliminare, entro 90 dovrà consegnare quello definitivo ed entro quattro mesi gli esecutivi. Ora la partita si sposta dunque sulla fase attuativa. Mentre la Rossani è di proprietà del Comune (e ci sono circa 13 milioni disponibili per gli interventi), le aree oggi attraversate dai binari sono quasi tutte dei gestori ferroviari, in particolare di Rfi ma anche delle varie ferrovie concesse che utilizzano la stazione centrale. Gran parte dei suoli, soprattutto quelli più esterni al tracciato, secondo il nuovo Piano urbanistico generale (non ancora adottato) sono o diventeranno edificabili. Ed è proprio questa la parte più delicata dell'intervento: se per la parte pubblica il progetto è valutato 7-800 milioni, per quella privata si parla di non meno di 4 miliardi. Ecco perché il passaggio è delicatissimo, e soprattutto richiede una puntuale concertazione. Non a caso, uno dei compiti affidati allo studio Fuksas è l'attenta armonizzazione del progetto con le previsioni del nuovo Pug, anche se – spiegano in Comune – è più probabile che sia la matita di Fuksas a orientare il piano urbanistico che non il contrario. Lo studio genovese dovrà poi verificare la fattibilità tecnica ed economica sia dell'ipotizzata struttura sopraelevata che dovrà coprire con il verde il fascio dei binari, sia della nuova "piastra" della stazione centrale: nessuna delle due opere è finanziata, l'ipotesi è di reperire i soldi attraverso una cessione parziale delle aree liberate e delle relative volumetrie. Ma serve, appunto, l'accordo con i proprietari dei suoli.

Vai alla Gallery (link )


© RIPRODUZIONE RISERVATA