Progettazione e Architettura

Ecco il padiglione-foresta: testa di ponte dell'edilizia hi-tech austriaca in Italia

Giuseppe Latour

Sarà il polmone verde dell'esposizione: un modo per presentare le eccellenze del oaese nell'industria ambientale, dei materiali innovativi ed ecologici, come il legno strutturale

Un padiglione-foresta, chiamato in maniera evocativa "breathe", che ospiterà al suo interno 560 metri quadri di bosco. E che sarà il vero polmone verde dell'esposizione, in grado di produrre più ossigeno di quello che consuma. È questo il senso del progetto per il padiglione austriaco, presentato venerdì a Roma in vista di Expo 2015. Un modo per rappresentare un maniera plastica una delle qualità più importanti del paese: la grande salubrità dell'aria alpina. A luglio partirà la gara per realizzare la struttura.

Il padiglione sorgerà accanto ai lotti di Germania, Svizzera, Italia e Slovenia, in una zona centrale dell'esposizione. Avrà una superficie di 2mila metri quadri, dei quali solo il 50% potrà essere edificato. È strutturato come una cornice attorno a un gigantesco corpo vegetativo. Le strutture sono ridotte al minimo a beneficio di piante e alberi, alti fino a dodici metri, che riproducono fedelmente le condizioni di un bosco austriaco. Il concept del progetto punta a ridurre al minimo la percezione di spazi e misure, concedendo un po' di refrigerio dalla grande afa milanese: nel periodo in cui inizierà la manifestazione è prevista un'umidità superiore all'80 per cento.
«Con il contributo "breathe" – spiegano dal comitato austriaco – il nostro padiglione tematizza una delle qualità più essenziali del paese: l'aria, l'atmosfera. Piantando un bosco su un'ampia superficie, lasciamo un segno complessivo e visibile, che enfatizza questioni centrali inerenti alla gestione dell'ambiente e del clima».

Una volta conclusa la manifestazione le piante saranno riutilizzate, o all'interno dell'area dell'Expo o in una nuova area. «Sarà una fabbrica di ossigeno – spiega il console commerciale dell'Austria, Michael Berger -: produrremo ossigeno per 1.800 persone all'ora, mentre ne ospiteremo al massimo 900 all'ora. La temperatura interna del padiglione sarà sempre tra i cinque e i sei gradi più bassa di quella esterna».

Oltre agli intenti architettonici pesano, ovviamente, le motivazioni di business. L'Italia, attualmente, è il secondo partner commerciale dell'Austria, con un interscambio pari a circa 17 miliardi di euro. «Stiamo cercando di coinvolgere molte delle nostre imprese nel padiglione», dice ancora Berger. L'Expo, allora, diventerà anche un modo per presentare le eccellenze che il paese vanta nel campo dell'industria ambientale, dei materiali innovativi ed ecologici, come il legno strutturale.

Il progetto, realizzato da Klaus K. Loenhart, ha vinto un concorso al quale hanno partecipato 50 proposte; nove quelle preselezionate. Proprio in queste settimane si sta per aprire la fase di cantiere. Un primo bando, per le fondazioni, è stato già avviato e si chiuderà a fine mese. Il secondo bando, che invece prevede la realizzazione della struttura vera e propria, sarà attivato all'inizio di luglio, anche se ancora non è nota la data precisa, e chiuderà per la fine di agosto. I lavori per le fondazioni partiranno a luglio, mentre quelli per la costruzione del padiglione a settembre. L'opera dovrà essere conclusa entro la fine di marzo, in tempo per l'esposizione di maggio. Il suo budget complessivo sarà di dodici milioni di euro.


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