Progettazione e Architettura

Progettazione, dalla Cei in arrivo concorsi per quattro nuove chiese

Mariagrazia Barletta

Quasi pronto il bando per Mantova, dopo l'estate sarà il turno di Lucca, Forli e Monreale. Dalla Conferenza episcopale il vademecum per la buona committenza

In arrivo concorsi per la progettazione di quattro nuove chiese. Uno è imminente, a Mantova, e altre tre diocesi stanno terminando il lavoro e, probabilmente saranno pronte per il lancio dopo l'estate. Si tratta di Lucca, Forlì e Monreale. E' uno degli aspetti che sono emersi al convegno «Architettura e dintorni» incentrato su percorsi e strumenti per la committenza a partire dal tema dell'architettura e dal lavoro del Servizio nazionale edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana (Cei) che ha promosso l'evento. Filo conduttore del convegno: fare tesoro dell'esperienza e di conoscenze specialistiche per tracciare una strada per il futuro e guidare la committenza verso scelte ragionate, in modo che l'esigenza di realizzare una struttura ecclesiastica trovi adeguata risposta.

Le chiese nate dai concorsi Cei: guarda la fotogallery

A partecipare alla tre giorni, in corso a San Giovanni Rotondo (dal 10 al 12 giugno), 370 persone di 170 diocesi, in pratica, quasi tutti i committenti ecclesiastici diocesani d'Italia. «Il convegno è sulla figura del committente in generale, con un focus sul committente ecclesiastico» ci spiega monsignor Giuseppe Russo, responsabile del Servizio Nazionale per l'edilizia di culto.
Nel discorso sulla committenza rientrano più temi, innanzitutto il ruolo del project manager, il responsabile del procedimento, figura indispensabile e garante della buona gestione del processo edilizio. Ed inoltre il tema dei concorsi, con una nuova procedura per il Servizio Nazionale, ossia un concorso a inviti diviso in due gradi. Seguiranno questa formula i prossimi e imminenti concorsi. Infine un excursus sull'architettura sacra degli ultimi decenni.
Il convegno parla ai committenti, mettendo al centro la figura del project manager, senza la quale non è possibile gestire il processo edilizio in maniera efficace. «Sappiamo – afferma mons. Giuseppe Russo – che occorre una regia, un coordinamento, una persona che sappia davvero presidiare l'intero percorso di un'opera, riuscendo a mettere insieme le risorse personali anzitutto, e le competenze, i contributi, diventando il regista della rete». E naturalmente il project manager, responsabile del raggiungimento degli obiettivi del progetto, deve essere una figura che è in stretto collegamento con il committente.

In relazione alla figura del project manager è la pubblicazione del volume, presentato al convegno, «Dalla terra al cielo. Concepire, realizzare, gestire edifici di culto», un vademecum per la «buona» committenza che raccoglie linee guida, strumenti di pianificazione e controllo, modelli di convenzioni con i professionisti e contratti con le imprese. Il volume parla ai committenti, dalle decisioni dei quali dipende l'attivazione di percorsi virtuosi, e mette al centro della trattazione il project manager.
Dunque un vero e proprio strumento pratico. «Il testo è il frutto del lavoro di autori vari – afferma don Russo - che abbiamo consegnato alle diocesi nella speranza che ne facciano davvero un uso intelligente. Non è un volume semplice, ma è preziosissimo, perché dentro ci sono le riflessioni che abbiamo condiviso, strumenti, suggerimenti, proposte, modelli e tecniche, da quelle più conosciute a quelle più specialistiche».


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