Progettazione e Architettura

Bancomat in studio: dagli ingegneri la proposta per superare l'obbligo Pos

Giuseppe Latour

Assegno, bonifico o contanti fino alla soglia dei mille euro: in una circolare il Cni ipotizza una soluzione alternativa alle prescrizioni sul bancomat in vigore dal 30 giugno

Inserire nel preventivo una clausola con la quale si fissano modalità di pagamento diverse dal Pos: assegno, bonifico o contanti, fino alla soglia dei mille euro. E' questa la soluzione ipotizzata dal Consiglio nazionale degli ingegneri che, con una circolare appena pubblicata (n. 382/2014, scarica il testo ), prova a mettere ordine nella questione del pagamento tramite bancomat, a pochi giorni dall'entrata in vigore del nuovo obbligo. Aggirare la norma, per come è scritta adesso, è ancora possibile, senza investire in costosi dispositivi.

La circolare ricostruisce, anzitutto, l'iter normativo che ha portato all'introduzione dell'obbligo di Pos. L'articolo 15 del Dl n. 179/2012 ha introdotto la norma, che poi è stata rinviata dal Milleproroghe (Dl n. 150/2013). Dal 30 giugno prossimo anche coloro che esercitano una professione, in qualità di prestatori di servizi professionali, sono tenuti ad accettare, oltre alle modalità tradizionali, anche i pagamenti effettuati attraverso bancomat, le cosiddette «carte di debito». L'importo minimo oltre il quale il cliente è legittimato ad avvalersi di questa modalità è fissato in trenta euro dal Dm del ministero dello Sviluppo economico del 24 gennaio 2014.
«Quale conseguenza diretta dell'entrata in vigore di tale disposizione – spiega la circolare – ricadrà sui professionisti l'onere di dotarsi di un sistema Pos, allo scopo di consentire alla clientela di provvedere al pagamento delle prestazioni loro erogate mediante l'anzidetta modalità». Sulla «concreta operatività» di questo onere, però, «sembra utile fornire precisazioni e chiarimenti ulteriori». Nella norma, insomma, ci sono un po' di punti oscuri da guardare sotto la giusta luce.

Secondo il Consiglio nazionale degli ingegneri, cioè, questo complesso di disposizioni di legge e regolamentari non determina l'insorgenza di un obbligo di dotarsi di un Pos da parte dei professionisti, a partire dal 30 giugno 2014. Si tratta, invece, «di un mero ampliamento delle modalità di pagamento attraverso le quali l'utenza è legittimata a corrispondere il prezzo pattuito per la prestazione effettuata». In pratica, i clienti avranno a disposizione questa nuova modalità e i professionisti saranno tenuti a dotarsi del nuovo dispositivo, ma solo se gli viene richiesto.
Nel caso in cui il cliente richieda di pagare tramite Pos e il professionista non ne sia dotato, non si estinguerà il diritto a percepire l'onorario, ma semplicemente ci si troverà in una situazione di stallo per uscire dalla quale bisognerà acquistare l'apparecchio. Per evitare questi problemi, «appare certamente possibile, almeno nella prima fase di applicazione della normativa in commento, che professionista e cliente concordino preventivamente e per iscritto, sin dal momento dell'assunzione dell'incarico, la modalità con la quale il pagamento sarà effettuato». Specificando così di volersi avvalere di una modalità alternativa al Pos, come il bonifico bancario, l'assegno o i contanti fino alla soglia di legge dei mille euro. A quel punto la posizione dell'ingegnere o dell'architetto sarà blindata.


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