Progettazione e Architettura

«Legge delega lavori pubblici e semplificazioni passi importanti»

«Premiare la qualità del progetto in funzione alla proposta presentata e non in base a curricula, fatturati o consistenza delle strutture tecniche (vere o presunte) che stanno alle spalle di chi si propone per un appalto; eliminare l'appalto integrato che non garantisce alcun tipo di qualità progettuale e realizzativa dell'opera pubblica;evitare che i progetti siano realizzati all'interno della Pubblica Amministrazione che non ha le risorse per i controlli ed il know how richiesto e far sì che le giurie chiamate a giudicare i progetti siano assolutamente terze alla Pubblica Amministrazione; ricorrere obbligatoriamente ai concorsi di progettazione, come avviene in quasi tutti i paesi europei, generando così qualità architettonica e risparmio per la collettività».
Così il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori su alcune delle regole basilari che per gli architetti italiani dovrebbero essere contenute nel nuovo provvedimento in materia di appalti nei lavori pubblici.
«Se alcune delle anticipazioni sui principi, che già ora sembrano essere contenuti nella bozza di delega che il Governo si appresta a presentare al Parlamento saranno confermate, ci troveremmo di fronte ad una svolta positiva per superare tutte le contraddizioni sul tema degli appalti nei lavori pubblici che da tempo gli architetti italiani evidenziano alla politica».
Per il Consiglio Nazionale «è assolutamente evidente a tutti gli attori della filiera edilizia l'esigenza di trovare strumenti chiari, efficaci, snelli per superare un quadro di riferimento normativo farraginoso, complicatissimo e incapace di garantire trasparenza, qualità e ottimale impiego delle risorse pubbliche».
Altrettanto evidente è «come l'insieme di leggi, provvedimenti, interpretazioni, emendamenti e regolamenti che si sono susseguiti all'approvazione dell'allora innovativa Legge Merloni abbia prodotto un mostro giuridico che, per essere bypassato, ha causato la creazione di quelle società speciali o di quei provvedimenti che hanno innescato molti dei più recenti scandali italiani, dal Mose all'Expo, da L'Aquila al G8 de la Maddalena, dal Ponte sullo Stretto di Messina alla Città della Salute di Milano».
Gli architetti italiani, inoltre, considerano positivamente anche la proposta di una modulistica nazionale per i permessi e le autorizzazioni edilizie avanzata dal Ministro della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, contenute nel decreto sulla semplificazione.
«E'sicuramente un primo passo, in attesa della completa digitalizzazione dei processi autorizzativi, che consentirà di avere certezze rispetto a modalità e tempistiche di progettazione oltre a un quadro di riferimento coerente a livello nazionale. La sburocratizzazione del sistema amministrativo finora poco efficiente è certamente un elemento molto rilevante per ridare competitività al Paese e semplificare il rapporto tra cittadino, professionista e Pubblica Amministrazione».
«L'insieme di tali interventi - conclude il Consiglio Nazionale - potrà certamente consentire al Paese di valorizzare i propri talenti e di migliorare la propria competitività contribuendo, in modo sensibile, anche alla ripresa economica. Da parte nostra siamo pronti a supportare con convinzione queste iniziative e disponibili a dare il proprio contributo, nell'interesse della collettività e della qualità architettonica, con proposte concrete e fattive».


© RIPRODUZIONE RISERVATA