Progettazione e Architettura

L'ospedale in Sudan firmato da Tamassociati selezionato per lo Zumtobel Group Award

Mariagrazia Barletta

Nella stessa categoria - edifici sostenibili - altri tre studi (francese, svizzero e indiano). I vincitori si sapranno il 22 settembre

Dare riconoscimento a contributi di eccezionale valore innovativo, capaci di rendere più umano e sostenibile l'ambiente costruito. E' questo l'obiettivo dello Zumtobel Group Award, un premio nato dalla nota azienda illuminotecnica e giunto alla quarta edizione. La giuria internazionale presieduta quest'anno da Winy Maas, architetto e fondatore dello studio Mvrdv di Rotterdam, ha nominato Tamassociati tra i cinque finalisti della sezione «Buildings». Lo studio veneziano concorre con il progetto, già realizzato, del centro pediatrico di Emergency a Port Sudan.

In lizza per la stessa categoria, dedicata a edifici sostenibili realizzati negli ultimi due anni: lo studio parigino Lacaton & Vassal architectes, RMA Architects di Mumbai, Rural Urban Framework di Hong Kong e Urban-Think Tan di Zurigo. La prima scrematura delle 356 candidature è stata effettuata dall'Aedes Architecture Forum di Berlino, un'istituzione che si occupa di promuovere il dibattito sulla cultura architettonica e la pianificazione urbanistica. Selezionati 15 progetti per ciascuna delle 3 categorie (Buildings, Urban Developments & Initiatives, Applied Innovations), i nominativi e i relativi progetti sono passati poi al vaglio di una giuria internazionale. Oltre ad esperti nei campi della tecnologia e dell'innovazione, ed al presidente Winy Maas, altri architetti di fama internazionale hanno selezionato le candidature. In giuria anche: Kunlé Adeyemi, fondatore dello studio Nlé di Amsterdam, Yung Ho Chang dello studio FCJZ di Pechino e Kazuyo Sejima dei Sanaa.

Solo uno tra i cinque candidati sarà nominato vincitore in ciascuna categoria del premio. Il nome e la classifica saranno rivelati il 22 settembre in una conferenza stampa a Londra. «Il progetto vincitore - affermano i promotori – dovrà soddisfare i più elevati canoni estetici e comprenderà soluzioni innovative che permettano un più efficiente uso delle risorse, una maggiore tutela dell'ambiente e la creazione di migliori condizioni di vita». L'aspetto tecnologico sarà un ulteriore elemento di valutazione.

I presupposti ci sono tutti. Quella di Port Sudan è un'architettura apparentemente semplice ma che nasconde strategie per il risparmio energetico, uno studio attento alla gestione dei fattori climatici, rispetto per le tradizioni locali e ricerche su sistemi costruttivi tradizionali. E soprattutto una attenta cura al dettaglio, alla creazione di ambienti confortevoli e accoglienti e l'integrazione con il verde, con giardini e spazi all'aperto, che oltre ad avere una funzione di mitigazione ambientale, diventano sia una sorta di cura in sé e sia luoghi pubblici e dunque di inclusione in un'area che ne è totalmente priva.

Per la categoria «Applied Innovations» sono stati individuati cinque progetti: un sistema per facciata bioreattivo (Solarleaf) sviluppato dal gruppo Arup; un cemento rinforzato con fibre di bambù sperimentato dal Future Cities Laboratory di Singapore e dall'Università ETH di Zurigo; una tecnologia a fibre ottiche capace di catturare la luce solare in superficie e di portarla negli spazi sotterranei sviluppata da James Ramsey creatore del parco sotterraneo della Lowline (New York); Kone UltraRope una nuova tecnologia applicata agli ascensori; e la tecnica costruttiva basata sull'utilizzo dell'argilla, messa a punto dall'azienda austriaca Lehm Ton Erde Baukunst.

Infine, per la sezione «Urban Delevopments & Initiatives» dedicata a progetti e iniziative sviluppati in contesti urbani, sono stati scelti: ArchiAid, un network di architetti giapponesi che si occupa di ricostruzione; gli studi Burgos & Garrido Arquitectos, Porras La Casta, Rubio & Álvarez Sala e West 8 per il progetto «Madrid Río» (Madrid); lo studio Elemental per il progetto di ricostruzione della cittadina cilena di Constitución distrutta dal terremoto e da uno tsunami nel 2010; un prototipo di abitazione concepito per migliorare le condizioni di vita nelle zone ad alta densità residenziale e sviluppato congiuntamente da Unitydesign, dalla Chiba University, dal Research Institute for Humanity and Nature e da Universitas Indonesia; infine lo studio cinese Turenscape per il progetto «Qunli Stormwater Park» ad Harbin City in Cina.

Più in dettaglio, ecco le caratteristiche del centro pedriatico realizzato da Tamassociati. Committente: Emergency Ngo; Progetto architettonico ed esecutivo: Tamassociati (Massimo Lepore, Raul Pantaleo, Simone Sfriso con Laura Candelpergher e Enrico Vianello); Responsabile del progetto: Pietro Parrino; Coordinamento: Rossella Miccio, Pietro Parrino; Progetto impiantistico: Marco Paissan; Consulente strutturale: Francesco Steffinlongo; Responsabili di cantiere: Roberto Crestan; Impresa costituita: Autocostruzione; Superficie totale coperta: 780 mq; Superficie totale lotto: 5000 mq; Costo: 1.200.000 euro.


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