Progettazione e Architettura

Venezia, al via i lavori per il museo del Novecento di Sauerbruch Hutton

Franco Tanel

L'M9 District è infatti un modello di rigenerazione che abbina con un intervento volutamente rispettoso del contesto esistente, produzione culturale, attività museali, servizi e commercio innovativo

Il cantiere per la realizzazione di M9 il Museo del '900 (una definizione decisamente stretta per questo progetto) pensato e voluto da Fondazione di Venezia parte lunedì prossimo in centro a Mestre. E, in occasione del primo giorno di vernice della 14^ Biennale Architettura, si apre nella sede della Fondazione, il Palazzo in Rio Novo a due passi da Piazzale Roma disegnato dagli architetti Angelo Scattolin, Luigi Vietti e Cesare Pea, una mostra, battezzata «M9-Transforming the city» che presenta l'esecutivo di un intervento che ha respiro decisamente nazionale ed internazionale.

Il concept urbanistico sviluppato dallo studio anglo berlinese Sauerbruch Hutton, vincitore nel 2010 del concorso internazionale di progettazione è presentato in tutti i suoi aspetti più significativi (guarda le foto ). L'M9 District è infatti un modello di trasformazione urbana che abbina con un intervento volutamente non "eclatante" ma sommesso e rispettoso del contesto esistente, produzione culturale, attività museali, servizi e commercio innovativo. Il disegno urbanistico e architettonico rifiuta il modello del "contenitore" chiuso, e sviluppa un tessuto "permeabile" alle persone, un vero e proprio nuovo quartiere realizzato con la massima attenzione alla vivibilità, giorno e notte e alla sostenibilità ambientale. Per Sauerbruch Hutton certamente non una novità, ma una vera e propria filosofia che si trova ben evidente nelle loro precedenti realizzazioni e che una seconda parte della mostra, illustra compiutamente. Il progetto M9 District comprende un eterogeneo gruppo di edifici su un'area di circa 9.200 mq. All'edificio del nuovo museo si affiancano un convento seicentesco, poi trasformato in caserma e abbandonato da decenni, e un tipico edificio " ad uffici" degli anni 60'. Cucire tra loro questi elementi eterogenei, rispettando la loro natura è la scommessa vinta dal progetto. Il museo, primo in Europa dedicato esclusivamente alla storia e alla cultura del '900 si sviluppa su due edifici di nuova costruzione che si armonizzano con l'ambiente circostante grazie anche all'uso delle oramai tipiche- per Sauerbruch Hutton- piastrelle ceramiche policrome declinate qui però sui colori del territorio. Tra i due corpi del progetto si apre una piazza, coperta, punto di incontro dei visitatori attraverso la quale si passa al chiostro dell'antico convento, dove troveranno posto le attività di ristorazione ed i negozi.

L'esposizione permanente dedicata alla storia del '900 sarà nell'edificio principale: un "museo non museo" di nuova concezione, non conservativo, ma generativo in grado attraverso una narrazione immersiva ed interattiva di raccontare "il Secolo breve" in un modo interdisciplinare e sempre nuovo anche grazie alla rete di connessioni e collaborazioni con istituzioni pubbliche e private in tutto il mondo.

Altrettanto innovativo il modello di retail immaginato per la parte commerciale: l'idea è fornire una identità ben precisa a tutti gli spazi commerciali e sociali dell' M9 District anche per contrastare il declino del centro storico causato dal proliferare di una cintura di anonimi centri commerciali. L'ispirazione viene anche da esperienze come quella dell'High Line e del Meatpacking District di New York dove grazie al recupero creativo ed intelligente di un tratto di metropolitana sopraelevata si è creata un'area nella quale la comunità dei residenti originari si è felicemente miscelata con attività imprenditoriali fortemente connotate da innovazione, creatività e internazionalizzazione. Ed è esattamente questo mix di valori ed esperienze locali di qualità e orizzonte internazionale il modello di M9 che offre spazio a differenti gruppi di imprenditori: nuovi imprenditori (small business start-up), imprenditori locali che per primi hanno sostenuto un'idea visionaria di retail indipendente di qualità (local heroes) e imprenditori che svolgono le loro attività e organizzano i propri eventi in spazi allestiti temporaneamente (pop-up stores).

I lavori che come ricordavamo prima inizieranno la prossima settimana e sono stati aggiudicati all'italiana Giuseppe Maltauro dureranno trenta mesi. L'investimento complessivo è di 90,6 milioni di euro iva esclusa, impegnati per circa il 50% per il museo vero e proprio e circa il 25% a testa per l'area commerciale e quella direzionale.


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