Progettazione e Architettura

Compensi a base di gara, ingegneri contro chi non rispetta i «parametri»

Giuseppe Latour

L'ultimo caso è stato registrato a Teramo, dove i progettisti hanno preso carta e penna per avvisare il Comune di Avezzano e chiedere correzioni immediate ai contenuti di un bando

Stazioni appaltanti avvisate: l'offensiva degli ordini territoriali degli ingegneri per ottenere il pieno utilizzo del Dm parametri prosegue, nonostante il monitoraggio del Centro studi del Consiglio nazionale dica che la situazione migliora mese dopo mese. L'ultimo caso è stato registrato a Teramo, dove i progettisti hanno preso carta e penna per avvisare il Comune di Avezzano e chiedere correzioni immediate ai contenuti di un bando (clicca qui per consultare i documenti ). Nel mirino, anche stavolta, è finito l'atteggiamento superficiale dell'amministrazione: l'importo posto a base di gara è stato indicato senza specificare quale procedura è stata adottata per calcolarlo.

La procedura in questione riguarda i lavori di messa in sicurezza di una scuola media e include sia la progettazione definitiva che quella esecutiva. In merito a questo bando, l'ordine fa notare che «il costo preventivato e posto in gara (quindi soggetto a ribasso) per la progettazione definitiva è di 23mila euro, senza che sia stata prodotta specifica analitica di calcolo del compenso». Allo stesso modo, «il costo preventivato e posto in gara per la progettazione esecutiva e il piano di sicurezza e coordinamento è di 22mila euro, senza che sia stata prodotta specifica analitica di calcolo del compenso».

Queste mancanze violano chiaramente il Dm n. 143 del 2013 del ministero della Giustizia, che ha introdotto i parametri per la determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara. E, secondo l'ordine locale, vanno anche contro il regolamento appalti (Dpr n. 207/2010) che, all'articolo 264 , stabilisce che il bando deve contenere obbligatoriamente sia l'ammontare del corrispettivo, compreso il rimborso spese, sia «l'indicazione delle modalità di calcolo in base alle quali è stato definito detto ammontare».

Insomma, il sistema attualmente in vigore impone di spiegare in maniera dettagliata in che modo si è giunti all'importo posto a base di gara. Non è possibile indicare semplicemente una cifra, senza specificare riferimenti normativi e modalità di calcolo. Come spiega efficacemente la missiva di Teramo, le stazioni appaltanti devono «indicare con accuratezza ed analiticità i singoli elementi che compongono la prestazione e dare conto del percorso motivazionale seguito per la determinazione del suo valore».

Gli effetti di queste mancanze sono chiari: il bando diventa impugnabile davanti al Tar. Per questo l'ordine di Teramo chiede «che venga opportunamente riconsiderato, nel rispetto del Dm 143/2013, il prezzo per i servizi di progettazione definitiva, esecutiva e Psc essendo tale costo essenziale nella formulazione dell'offerta complessiva». Una volta operate le modifiche, i termini della gara andranno prorogati. Il tutto viene segnalato al Consiglio nazionale ma, soprattutto, all'Autorità di vigilanza per i contratti pubblici: il Cni auspica da tempo un intervento di via di Ripetta in materia, magari attraverso l'atteso aggiornamento della determinazione sui servizi di progettazione, attualmente in fase di completamento. Gli atteggiamenti lassisti delle stazioni appaltanti, sia grandi che piccole, sono comunque sempre meno tollerati.


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