Progettazione e Architettura

I consulenti del lavoro: «Niente sanzioni se non si installa il Pos»

Dal prossimo 30 giugno scatta la norma che obbliga i professionisti italiani ad avere in studio il terminale Pos: i clienti privati, secondo la legge 221/2012, potranno infatti pagare fatture superiori a 30 euro attraverso moneta elettronica. Tuttavia, «la mancata installazione del terminale Pos non produce un inadempimento sanzionabile» affermano i consulenti del lavoro in una circolare. Di conseguenza, osservano i consulenti, «non c'è nessun obbligo di
installazione del Pos a carico dei professionisti». «Il provvedimento che in un primo momento sembrava ampliare l'utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici» esclude di fatto la carte di credito e «introduce solamente inutili adempimenti a danno dei professionisti, incremento dei costi per gli studi professionali e benefici solo a favore degli Istituti di Credito» affermano i consulenti del lavoro, calcolando che in pratica per i costi di installazione e di canone dei terminali, «gli Istituti di Credito guadagneranno il 17,2 per cento sulle attività professionali per un obbligo imposto dalla legge».
«Da non trascurare - evidenziano ancora i consulenti - i limiti giornalieri e mensili posti dalla banche per l'utilizzo dei bancomat che di fatto impediscono i pagamenti superiori a poche centinaia di euro»:. Però, rilevano i consulenti del lavoro analizzando i contenuti del provvedimento e il successivo decreto, «la mancata installazione del Pos non produce un inadempimento sanzionabile né tantomeno una perdita del credito; bensì obbligherebbe il professionista ad attivare le misure di recupero del credito cosi come previste dalla normativa».


© RIPRODUZIONE RISERVATA