Progettazione e Architettura

Ingegneri, cresce la domanda delle aziende: assunzioni su del 7,4%

Giuseppe Latour

Nonostante la crisi, le assunzioni di laureati in ingegneria sono cresciute nel 2013. È quanto emerge da una ricerca del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri

Cresce la domanda di ingegneri nel settore privato. Nonostante la crisi, le assunzioni di laureati in ingegneria hanno fatto registrare nel 2013 un incremento del 7,4 per cento. È quanto emerge da una ricerca del Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri. Sono aumentati, soprattutto, i contratti per gli ingegneri del settore civile e ambientale, arrivati a far segnare addirittura il +70 per cento. Mentre aumenta la domanda di ingegneri specializzati nel settore delle costruzioni. Anche se, da parte di molte aziende, si fa largo la tendenza ad acquisire laureati attribuendogli mansioni di basso livello.

Dall'analisi viene fuori che, rispetto al 2012, risulta in aumento la domanda delle competenze ingegneristiche per tutti gli indirizzi di laurea. In particolar modo, come detto, sono aumentate sensibilmente le assunzioni di laureati del settore civile ed ambientale. Anche se i laureati più richiesti dal mercato restano quelli del settore elettronico e dell'informazione, cui sono state offerte 7.600 posizioni lavorative. A seguire i laureati degli indirizzi industriali con circa 4.600 assunzioni.

Torna a crescere – ed è un'inversione di tendenza importante - la domanda di ingegneri nel settore delle costruzioni (880 contro le 480 assunzioni del 2012), mentre cala in quello delle industrie elettriche, elettroniche, ottiche e medicali (1.440 assunzioni a fronte delle 1.610 del 2012). Tuttavia, quest'ultimo si conferma il quarto settore in assoluto per numero di assunzioni. I profili più richiesti in assoluto sono quelli di «progettista meccanico», «sviluppatore di software» e di «programmatore informatico». Sul piano territoriale, gran parte della domanda è concentrata in sole 4 regioni: Lombardia, Lazio, Piemonte e Emilia Romagna. Queste offrono il 63,2% delle opportunità lavorative disponibili sull'intero territorio nazionale.

«Dalla ricerca – commenta Luigi Ronsivalle, presidente del Centro studi – emerge un dato che comincerei a ritenere strutturale: la crescente tendenza a ricercare personale sempre più qualificato con livelli di remunerazione contenuti. Questo significa che si è verificata nel nostro Paese una svolta che ritengo si possa considerare definitiva. La laurea non è più un optional che serve solo se ci si vuole assicurare carriere più avanzate e rapide. E' uno strumento indispensabile per trovare un lavoro, partendo dal basso».

In questo quadro positivo non mancano i punti di criticità. La maggiore attenzione verso le figure professionalmente più qualificate, in primis i laureati in ingegneria, appare legata ad una tendenza sempre più consolidata che vede le imprese tese alla ricerca di laureati anche per mansioni "tecniche", in cui sarebbe sufficiente un diploma di scuola superiore. Ciò consente loro di acquisire la collaborazione di personale molto qualificato a costi bassi.


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