Progettazione e Architettura

Fondi Ue, gli ingegneri studiano la conquista delle risorse «Cosme»

Giuseppe Latour

Come i professionisti italiani potranno beneficiare della possibilità di accedere al budget di 2,4 miliardi del programma europeo Cosme 2014-2020 per competitività, ricerca e innovazione

Non sarà un percorso facile, perché bisogna ancora chiarire alcuni problemi legati all'accesso al denaro. E non è ancora definita l'entità della posta in gioco, perché bisognerà aspettare la pubblicazione dei bandi. Di certo, però, i progettisti cominciano a studiare l'argomento, per capire quali vantaggi potrebbe portare nei prossimi anni. La conferenza dedicata ai fondi europei giovedì mattina dall'Ordine degli ingegneri della provincia di Roma è stata un'occasione per cominciare a fare chiarezza su una questione della quale, nelle ultime settimane, si è discusso parecchio: il Piano per le libere professioni con il quale Bruxelles ha promesso l'accesso ai fondi anche ai professionisti.

Tutto parte dalla presentazione del Piano di Bruxelles all'inizio di aprile: la Commissione, in quella sede, dichiara di volere allargare i fondi europei anche ai professionisti, equiparandoli alle imprese. Questo significa, concretamente, accesso a Horizon 2020, la nuova versione del programma quadro per la ricerca e innovazione, con una dotazione di poco meno di 80 miliardi complessivi, e allo stesso tempo accesso al Cosme (da circa 2,4 miliardi) per la competitività e la crescita economica. «In realtà – spiega il presidente dell'ordine di Roma Carla Cappiello - al momento i professionisti sono dei potenziali, e non reali, destinatari dei fondi. Per accedervi realmente sarà necessario che i bandi per l'assegnazione esplicitino chiaramente la partecipazione degli stessi professionisti».

Questo pacchetto di fondi viene distribuito sulla base di bandi europei, alcuni dei quali sono già partiti: ovviamente, non hanno incluso i professionisti. Per le prossime tornate di bandi qualcosa potrebbe muoversi, ma non è chiaro quanto tempo servirà per avere l'accesso a qualche chiamata. La prossima serie di bandi Horizon 2020 sarà pubblicata a giugno. Più probabile, però, che si debba attendere il 2015. A questo pacchetto di opportunità, poi, si affianca la partita dei fondi comunitari. «Per il periodo 2014-2020 – dice ancora Cappiello - ci sono anche dei bandi regionali che gestiscono l'accesso ai fondi comunitari. Le Regioni però non sono obbligate ad aprire ai professionisti. Dipenderà da caso in caso e soprattutto dall'apertura e dal dialogo tra le rappresentanze professionali e le Regioni». In questo caso, però, i tempi sono decisamente più lunghi, dal momento che le Regioni sono ancora impegnate a chiudere la vecchia programmazione dei fondi europei, relativa al periodo 2007-2013.

C'è, poi, la questione delle forme societarie da assumere per accedere ai fondi: il professionista, infatti, non può partecipare ai bandi europei semplicemente con la sua partita Iva. «Attualmente – dice il consigliere delegato Manuel Casalboni - non esistono percorsi dedicati e l'unica apparente possibilità sembra quella di trasformare l'attività professionale in una attività imprenditoriale di tipo unipersonale. In tal senso ci si può riferire, ad esempio, a quelle attività delineate con il decreto legislativo n. 88/1993, con cui si sono create, ad esempio, la figura della srl unipersonale, in cui per la prima volta si è consentito ad un unico soggetto di costituire una società, mediante atto unilaterale».


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