Progettazione e Architettura

In Lombardia l'ex capannone si trasforma in uno studio «avvolto» nello zinco

Francesca Oddo

Uno studio di progettazione ha realizzato la propria sede trasformando una struttura dismessa grazie all'uso di nastri in zinco-titano

Perché costruire un edificio ex novo quando è possibile ricavare lo spazio necessario da una struttura dismessa in un luogo abbandonato con una vivace storia di artigianato e creatività alle spalle? Ci ha pensato lo studio di architettura e ingegneria Ar.Tech di Mapello, nel bergamasco, che all'inizio del 2014 ha inaugurato la propria sede in un'ex area artigianale, testimonianza dello sviluppo commerciale iniziato negli anni '50 e poi sopito.

L'edificio preesistente in muratura si sviluppa in lunghezza, circondato da finestre a nastro, con copertura a volta rivestita in laterizio. Intorno ad esso si sviluppa, senza alcuna pianificazione urbanistica, una vera e propria commistione di differenti destinazioni quali residenza, artigianato e commercio. L'idea di Ar.Tech, lungi dallo stravolgere l'essenza del capannone -che peraltro ben si presta a ospitare uno studio di architettura - ne aggiorna solo la forma e i materiali: l'edificio si presenta adesso avvolto da un manto curvilineo in lastre di zinco titanio VmZinc, le quali, senza soluzione di continuità, si piegano morbidamente disegnando ora le pareti ora la copertura.

«L'andamento della volta ribassata della copertura esistente è stato prolungato all'esterno dell'edificio originario, creando un volume cilindrico sospeso da terra - spiegano i progettisti -. Per la realizzazione della sottostruttura è stata costruita un'intelaiatura in acciaio adatta a sostenere la centina in legno del volume cilindrico, ricoperta da un rivestimento costituito da lastre in zinco-titanio posate con la tecnica della doppia aggraffatura, con sottostante pacchetto termoisolante. Il cilindro risulta ‘scavato' laddove erano presenti le finestre a nastro». La soluzione è quella del guscio, che grazie alle caratteristiche del materiale adottato, dà luogo a una forma organica, quasi un accattivante biglietto da visita per chi percorre la zona inconsapevole di trovare il primo segno di una possibile riqualificazione del quartiere. Le facciate sui lati corti sono trasparenti e dichiarano all'esterno la presenza di un'attività creativa, come un tempo. All'interno il volume sfrutta la doppia altezza lasciando che i locali rimangano perlopiù a vista.


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