Progettazione e Architettura

L'Autorità contro la Nuvola di Fuksas: parcella da 20 milioni per un progetto «carente», costi lievitati, tempi indefiniti

Mauro Salerno

Delibera-esposto sul centro congressi di Roma inviata al ministero dell'Economia e alla Corte dei Conti per la valutazione degli «eventuali danni erariali»

Lievitazione dei costi, tempi di esecuzione biblici, burocrazia. E soprattutto, agli occhi dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, la parcella «sproporzionata» (19,9 milioni di euro) riconosciuta all'archistar Massimiliano Fuksas, autore di un progetto esecutivo non esente da «carenze» che «si sarebbero potute evitare con un maggior approfondimento e la dovuta integrazione delle varie componenti nella progettazione (architettonica, strutturale, impiantistica)».

Ne ha per tutti l'Autorità guidata da Sergio Santoro, che oggi ha messo nero su bianco le «criticità» e gli sprechi di tempo e denaro legati alla realizzazione della Nuvola, il nuovo centro congressi di Roma in corso di costruzione all'Eur (clicca qui per scaricare il testo del provvedimento ). Nel mirino la lievitazione dei costi in cantiere, con varianti e riserve già riconosciute all'impresa esecutrice per 54 milioni e ancora pendenti per altri 131 milioni, rispetto a un costo iniziale di 221. Ma anche I tempi biblici di risposta degli uffici comunali che hanno impiegato due anni per dare l'ok a una variante progettuale.

Nelle intenzioni, la sala "fluttuante" nella Teca di vetro e acciaio avrebbe dovuto essere funzionante da più di tre anni. In realtà la fine dei lavori stabilita al 2 dicembre 2010 è stata via via spostata in avanti. Ma quel che più conta è che ancora oggi, sin segnala nella delibera firmata dal consigliere Giuseppe Borgia, «non vi può essere certezza sui tempi di ultimazione delle opere » e dunque «sull'ammontare definitivo dei ritardi» e «sul costo del progetto».

Il primo a finire sulla graticola è il team di progettisti guidato da Massimiliano Fuksas (con Ai Engineering e il "guru" delle strutture Massimo Majowiecki), cui è stata riconosciuta una parcella di 19,9 milioni a fronte di un'attività che non include nè il progetto definitivo nè la direzione dei lavori. L'Autorità punta il dito sulle «somme ingenti per la direzione artistica» (4,56 milioni) ritenute «eccessive» rispetto alle tariffe professionali in vigore alla data dell'incarico.
L'Autorità rimarca però anche l'esigenza che venga valutato con attenzione «il concorso di eventuali responsabilità dell'impresa nei ritardi maturati per l'esecuzione», nel momento in cui andranno valutate le richieste economiche ancora pendenti (riserve): oltre 131 milioni, rispetto a 185 milioni di opere finora realizzate.

Non è un caso che la delibera firmata dal consigliere Giuseppe Borgia, sia stata inviata al ministero dell'Economia (che controlla il 90% del capitale dell'ente Eur) e alla procura della Corte dei Conti «per l'accertamento di eventuali danni erariali».


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