Progettazione e Architettura

Tavoli, sedie e librerie «attivi»: oltre ad arredare riscaldano la casa

Mila Fiordalisi

Presentata al Salone del Mobile di Milano la prima linea di arredo al mondo in grado di immagazzinare e rilasciare energia per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti

Abbattere i consumi energetici domestici attraverso l'arredo. È questa la sfida lanciata dall'architetto Patricia Ferro che in occasione del Salone del Mobile di Milano ha svelato la prima linea di arredo al mondo in grado di immagazzinare e rilasciare energia per il riscaldamento e il raffrescamento degli ambienti.

Smarth Furniture, questo il nome dell'innovativa collezione, fa leva sull'adozione dell'Energain, il materiale a cambiamento di fase brevettato da DuPont, inserito direttamente nelle strutture. «I mobili del futuro non dovranno più essere elementi "passivi" all'interno degli ambienti, ma "dinamici, attivi, intelligenti", e giocheranno un ruolo da protagonisti nel bilancio termico dell'edificio e quindi dell'efficienza energetica e del comfort ambientale», spiega la progettista.

Tavolo, libreria e madia (foto ) i primi tre elementi della linea in legno "Tango", progettata per Riva1920 da Patricia Ferro e Gabriela Dupeyron in collaborazione con DuPont. In dettaglio, i mobili cominciano ad assorbire energia durante il giorno, sotto forma di calore latente, quando la temperatura interna degli appartamenti sale oltre i 21° C. Nelle ore notturne, quando la temperatura scende, i mobili iniziano a rilasciare l'energia accumulata mantenendo di fatto inalterata la temperatura interna dei locali. Stando a quanto si legge nella scheda tecnica 5 mm di spessore di superficie a base di materiale a cambiamento di fase equivalgono, in termini di capacità di assorbimento del calore, a 40 mm di spessore di una parete in calcestruzzo. Il tavolo è in grado di accumulare fino a 508 wattora, la madia 572 e la libreria 1200.

I mobili Smarth Furniture risultano particolarmente adatti per arredare spazi intermedi quali serre solari o verande ossia a fronte di un'esposizione più diretta alla fonte solare. E la loro efficacia aumenta negli edifici costruiti con materiali a bassa inerzia termica e caratterizzati da ampie porzioni vetrate ed elevati carichi solari, quali uffici, scuole, centri commerciali. Stando alle stime fornite a seguito delle simulazioni effettuate i mobili "intelligenti" permettono di abbattere fino al 30% i consumi energetici per la climatizzazione estiva negli edifici vetrati e fino al 10% nella stagione invernale. In particolare, questo risultato – si legge ancora nella scheda tecnica - è stato ottenuto analizzando un intero piano tipo "open space" di un edificio esistente, localizzato a Milano, con una superficie pari a 1100 mq e con una facciata interamente vetrata.


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