Progettazione e Architettura

Milano, centro civico sotto il «bosco verticale»: al via il concorso di progettazione

Mauro Salerno

Primo premio di 17mila euro (più incarico da 243mila euro) per il miglior progetto. Previsto un edificio di due piani con budget da 1,55 milioni nel nuovo quartiere Isola. Procedura on line (in due fasi) con scadenza fissata al 29 maggio

Un luogo di aggregazione e integrazione sociale e culturale, uno spazio polifunzionale e intergenerazionale, dove si svolgeranno attività ricreative, ma anche di servizio per la cittadinanza. Questo sarà il nuovo Centro civico di Milano che sorgerà al quartiere Isola, a due passi dal «bosco verticale» disegnato da Stefano Boeri all'interno del parco pubblico «La Biblioteca degli Alberi».

Il progetto sarà frutto del concorso internazionale di progettazione pubblicato lunedì 14 aprile dal Comune di Milano. Il bando, documentazione fotografica e documento preliminare della progettazione sono disponibili a questo indirizzo (link ).

«La definizione del progetto del nuovo Centro Civico, insieme a quello per la rifunzionalizzazione del cavalcavia Bussa, che sarà aperto nei prossimi giorni - ha spiegato la vicesindaco con delega all'Urbanistica Ada Lucia De Cesaris - è frutto del percorso partecipato avviato nel maggio del 2012 dall'amministrazione insieme ai cittadini e alle associazioni del quartiere, grazie al supporto e alla collaborazione del Consiglio di Zona 9. Attraverso il percorso partecipato è stata individuata anche l'area più idonea dove far sorgere il Centro Civico. Sarà un edificio di due piani, che coprirà un'area di 500 mq, posto al confine del nuovo parco».

Il budget per realizzare l'intero intervento è individuato dal bando in 2,3 milioni. Ma quello per realizzare le opere da progettare è invece identificato in 1,55 milioni: frutto di un calcolo che assegna un importo di costruzione stabilito in un massimo di 1.700 euro al metro quadrato. La procedura si svolgerà in due fasi entrambe in forma anonima. Alla seconda saranno ammesse le dieci migliori proposte. Gli elaborati richiesti per la prima fase dovranno essere trasmessi entro il 29 maggio, quelli per la seconda fase entro il 4 settembre.

La composizione della commissione non è stata resa nota. Per ora si sa che sarà composta da cinque persone. Due architetti, due rappresentanti del Comune e un «rappresentante del percorso partecipativo». Al vincitore andrà un premio di 17mila euro. Al secondo e terzo classificato sarà riconosciuto un rimborso spese di 2mila euro, che scendono a 1.500 euro per i classificati dal quarto al decimo posto.

Quanto all'incarico il bando spiega che se il Comune andrà avanti con il progetto, il contratto per lo sviluppo del progetto (definitivo, esecutivo e coordinamento sicurezza) andrà al vincitore per un importo massimo di 243mila euro. Sempre che si dimostri il possesso dei requisiti necessari a portare a termine l'attività professionale. Anche questa un'importante novità. Il vincitore potrà mostrare i requisiti richiesti di tipo economico-finanziario e tecnico-organizzativo dopo essersi aggiudicato il concorso. «Anche questa è una piccola, grande "rivoluzione" – sottolineano dall'Ordine degli architetti di Milano – perché il progettista o il team di professionisti vincitori hanno il tempo di organizzarsi ad hoc, reperendo sul mercato le risorse migliori e investendo energie e sostanze in vista di un lavoro sicuro».

Il centro civico sarà realizzato ottimizzando le risorse provenienti dagli oneri di urbanizzazione del nuovo quartiere. Per favorire la partecipazione al concorso di giovani professionisti, si legge in una nota, il Comune ha deciso di ridurre i costi di partecipazione al concorso articolandolo in due fasi e attraverso una procedura interamente on-line, mediante l'uso di una piattaforma informatica, realizzata dall'Ordine degli Architetti e messa a disposizione del Comune di Milano. La piattaforma, conclude la nota «consente la trasmissione telematica di tutta la documentazione richiesta e degli elaborati progettuali, nel massimo rispetto della garanzia dell'anonimato».


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