Progettazione e Architettura

Un casa a «effetto-scia» per il padiglione della Spagna all'Expo

Mariagrazia Barletta

Il progetto del team B720 ,diretto dall'architetto Fermín Vázquez, sposa semplicità e effetto-sorpresa attraverso la ripetizione di un unico elemento strutturale in legno

Per il suo padiglione all'Expo di Milano, la Spagna ricercava una architettura sorprendente, capace di lasciare nel visitatore un nitido ricordo, per un effetto di sicuro impatto sul pubblico. Ad accontentare la richiesta è il team di B720, studio con sede a Barcellona, a Madrid e a San Paolo, in Brasile, diretto dall'architetto Fermín Vázquez, a sua volta sostenuto da una squadra di circa cinquanta professionisti. Cinquanta esperti di diverse materie, per sviluppare un progetto integrato che comprende anche lo sviluppo dell'offerta espositiva e la gestione della comunicazione che ruota intorno all'evento.

Lo studio ha all'attivo esperienze importanti, tra queste una collaborazione con l'architetto francese Jean Nouvel per la progettazione della torre Agbar a Barcellona, sede degli uffici della società delle acque della capitale catalana.

Per selezionare il progetto del padiglione, la Sociedad estatal de Acción culturale (Ac/e), responsabile della gestione della presenza spagnola all'Expo 2015, aveva lanciato a fine gennaio un concorso di progettazione a procedura aperta, richiedendo ai partecipanti un progetto preliminare. Il team vincitore dovrà ora lavorare per dettagliare la proposta fino a giungere al progetto definitivo. Sarà impegnato, inoltre, nella definizione dell'intera offerta espositiva del padiglione e nella messa punto di un sito internet dedicato all'evento. Incarichi aggiudicati al termine del concorso per 918mila euro.

Data la mole di lavoro da gestire e la necessaria presenza di competenze tecniche specialistiche, la squadra si compone di quasi cinquanta professionisti, tra architetti, ingegneri, agronomi, progettisti di interni, ingegneri specializzati in calcoli strutturali, in impiantistica e nella comunicazione audiovisiva. Formano il gruppo di lavoro anche web designer, scrittori e documentaristi per lo sviluppo degli aspetti legati alla comunicazione. A dirigere il folto team, tre professionisti: Fermín Vázquez, per gli aspetti progettuali, Peco Mulet, dello studio B720, per l'architettura, e Jordi Hernández per il progetto espositivo.

Trentuno le proposte presentate da concorrenti nazionali e internazionali. Quella del team di Fermín Vázquez è stata giudicata «una intelligente risposta, apparentemente semplice, alla complessità tecnica, spaziale, funzionale e tematica dell'Expo». Si tratta di un progetto dalla geometria lineare, caratterizzata dalla ripetizione di uno stesso elemento strutturale in legno. Un espediente giudicato non solo di effetto, ma anche incisivo, capace di rimanere impresso nel ricordo del visitatore proprio per la sua semplicità. L'interno del padiglione è concepito come uno spazio flessibile in cui si snodano diversi e complementari percorsi di visita.

La giuria, composta da quattro rappresentanti di Ac/e e da esperti di diverse materie, tra cui architettura e sostenibilità, ha assegnato il secondo posto alla proposta degli architetti spagnoli Álvarez Riaño, Terrados Cepeda e Suárez Corchete e menzioni d'onore agli studi madrileni Aybar Mateos Fundc ed Álvaro Planchuelo Martínez de Haro e alla granja design e Barceló Balanzo arquitectes di Barcellona.


© RIPRODUZIONE RISERVATA