Progettazione e Architettura

Ingegneri dipendenti, per i giovani contratti precari e sotto-inquadramento

Giuseppe Latour

Studio del Centro studi Cni su un campione di 3.500 professionisti: mentre gli «anziani» godono di posizioni in linea con le qualifiche e sicurezza, per i giovani, specie nel pubblico, tutto cambia

Sotto inquadrati, con retribuzioni scarse e mansioni inferiori alle loro qualifiche. È lo sconfortante quadro che emerge dalla ricerca appena pubblicata dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri. Un'analisi che passa agli infrarossi una parte di professionisti spesso meno considerata rispetto alle partite Iva: i dipendenti. Anche per loro, come in altri settori, sta emergendo una drammatica spaccatura tra i lavoratori più anziani e quelli che hanno avviato da poco la loro carriera.
L'indagine è stata realizzata basandosi su un campione di oltre 3.500 risposte, raccolte in tutta Italia. «Il principale dato che scaturisce dalla lettura complessiva – spiega il Centro studi - attiene all'emergere di un accentuato dualismo professionale che distingue nettamente le prospettive dei giovani neoassunti, cui spettano minori tutele e sotto-inquadramenti iniziali che condizionano la progressione di carriera, dalle condizioni ormai acquisite dalle coorti più mature cui sono ancora attribuite prerogative e benefici avanzati».
Da un lato, quindi, ci sono i colleghi anziani, che godono di inquadramenti più elevati e di stipendi da dirigenti. Dall'altra ci sono i giovani, costretti a svolgere, nella maggior parte dei casi, funzioni impiegatizie. «Gli ingegneri dipendenti con elevata anzianità professionale – prosegue il documento - e tra essi soprattutto quelli che appartengono al settore privato del centro nord, godono maggiormente dei vantaggi connessi allo status di lavoratore alle dipendenze, ovvero stabilità professionale, inquadramento adeguato, riconoscimento del ruolo professionale, retribuzione corrispondente alla qualità e quantità della attività prestata». Su di loro impatta poco la crisi del comparto industriale e del manifatturiero.
Tutto cambia se guardiamo alle fasce di età più basse. «Tra i giovani ingegneri dipendenti emergono i maggiori livelli di insoddisfazione, anche perché è la stessa stabilità professionale, fattore che condiziona maggiormente la scelta di operare alle dipendenze, che comincia ad apparire meno certa».
Tra di loro, quasi il 40% si ritiene poco e addirittura per niente soddisfatto del lavoro che svolge: la remunerazione è ritenuta troppo bassa, i sotto-inquadramenti e il mancato riconoscimento del proprio ruolo professionale sono la norma. «Da segnalare – prosegue la ricerca - la forte accentuazione di questa problematicità tra i dipendenti pubblici, che stentano sempre più a trovare nei contratti spazi per dare un effettivo valore al proprio specifico ruolo professionale anche laddove esso coincide con una effettiva prestazione specialistico professionale». Nell'ambito del pubblico impiego la dequalificazione del loro apporto professionale è un tratto ormai generalizzato.


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