Progettazione e Architettura

Firenze, Nardella ci ripensa sulla loggia di Isozaki (ma tanto non ci sono soldi)

M.Fr.

Il vicesindaco Dario Nardella vuole modificare il progetto dell'architetto giapponese (che risale al 1998)

Per il vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, è arrivato il momento di «ripensare» il progetto di Arata Isozaki per la loggia della galleria degli Uffizi, anche andando in Giappone a incontrare il celebre architetto. Rispondendo a una intervista in televisione, il vicesindaco ha, tra le altre cose, è intervenuto anche sul concorso lanciato dal Comune di Firenze anni fa, e mai realizzato. Un progetto rimasto nel limbo e di cui ora si torna a parlare. «Il progetto della loggia - ha detto il vicesindaco - risale al '98, da allora è cambiato il mondo. È giusto che i concorsi internazionali si debbano realizzare, ed è indecente che l'italia sia tra i paesi dove i concorsi dove partecipano anche grandi architetti vengano abbandonati, nonostante gli esiti».

Ma, ha continuato il vicesindaco, «è altrettanto vero che pensare di realizzare l'esito di un concorso di architettura a distanza di 20 anni mi sembra una bella presa di giro. Per questo la mia opinione è di individuare un progetto diverso. Sono convinto che nemmeno isozaki farebbe lo stesso progetto dopo tutti questi anni. È un fatto di serietà: i concorsi vanno rispettati, ma soprattutto vanno messi in pratica subito». «Peraltro - ha però aggiunto Nardella - tuttora non c'è nemmeno certezza delle risorse per quel progetto. Allora dico, a distanza di 15 anni proviamo a ripensarlo. Forse le esigenze possono essere diverse». Nardella, quindi, si è dichiarato «pronto a parlarne con Isozaki: anzi - ha annunciato - cercherò il modo per andare a trovarlo o comunque parlare con lui di questa mia idea. Dunque andrò in Giappone, o lo inviterò in italia, vedremo».

L'uscita di Nardella non è proprio un fulmine a ciel sereno. Anzi, le ultime dichiarazioni rappresentano un consistente aggiustamento di tiro rispetto a quanto annunciato pochi giorni prima. In un'intervista pubblicata il 4 aprile sulla Repubblica di Firenze Nardella è stato infatti molto più categorico. La loggia immaginata dall'architetto giapponese, aveva detto «è talmente datata ormai che lo stesso Isozaki oggi probabilmente non la farebbe così. Sono passati troppi anni ormai, serve un nuovo progetto ma la priorità è finire l'uscita degli Uffizi. Vanno chiuse le danze una volta per tutte sulla Loggia».

Peccato che il giorno dopo è arrivata subito la replica dell'archistar giapponese, per bocca del partner italiano, Andrea Maffei. Il quale intanto ricorda che la competenza sull'opera è dei Beni culturali, poi informa che per il progetto è già stata pagata una parcella e ammonisce sulle conseguenze del ripensamento: «Se la proposta fosse scartata la Corte dei Conti potrebbe far notare che dei soldi pubblici sono stati spesi inutilmente ». E in ogni caso, aggiunge sempre Maffei, «con il Mibac abbiamo un contratto in essere sulla direzione artistica del progetto». E infine la minaccia di un costoso contenzioso: «Se tutto fosse invece archiviato, visto che i diritti d'immagine sono nostri, io e Isozaki, che avvertirò, ci riserveremo di fare le nostre valutazioni da un punto di vista giuridico», fa presente Maffei.

Tre giorni dopo la reazione dei progettisti, è arrivata la nuova presa di posizione di Nardella, il quale ha ribadito la contrarietà al progetto di Isozaki, aprendo tuttavia al dialogo con il progettista per trovare una soluzione condivisa.


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