Progettazione e Architettura

Avcp-ingegneri, scatta alleanza per regole su massimo ribasso e rispetto Dm parametri

Giuseppe Latour

Incontro tra commissioni bandi e Autorità organizzato dal Cni - Santoro: «La migliore spending rewiev è la qualità dei progetti e la corretta esecuzione dei servizi»

Rispetto del Dm parametri, regole sul massimo ribasso, accesso alle gare dei piccoli studi e dei giovani. Sabato scorso il Consiglio nazionale degli ingegneri ha organizzato un incontro tra i responsabili delle Commissioni bandi e servizi degli Ordini provinciali e il presidente dell'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, Sergio Santoro. E proprio il massimo rappresentante dell'Avcp si è detto pronto a intervenire su questi tre capitoli, accogliendo le sollecitazioni dei professionisti.
Il dibattito ha preso spunto dalle numerose violazioni presenti nei bandi per i servizi di ingegneria: tra queste spicca la scarsa applicazione del Dm parametri, approvato a fine dicembre dal Governo per fissare gli importi da porre a base di gara. «C'è bisogno di un'attenta regolazione e di controllo in questo settore – ha affermato il presidente del Cni, Armando Zambrano -. Sulla base delle nostre rilevazioni, il 70-80% dei bandi risulta ancora non conforme. C'è una modalità diffusa di mancato rispetto delle regole». Anche se qualche piccolo segnale positivo, nelle prime settimane del 2014, sta emergendo.
Richieste alle quali Santoro ha immediatamente risposto: «La mia posizione, che ribadirò anche al Governo, è che la migliore spending review è la qualità dei progetti e la corretta esecuzione dei servizi. Detto questo, abbiamo di fronte alcuni problemi reali. Il decreto parametri, ad esempio, nella visione di molti doveva rappresentare una conquista e invece rischia di trasformarsi in un'occasione persa».

Ma ci sono almeno altri due settori da tenere sotto osservazione. «Bisogna assolutamente aggredire il fenomeno degli eccessivi ribassi, anche attraverso l'introduzione di una soglia di ribasso minima. Infine, ritengo fondamentale rimuovere gli ostacoli che impediscono l'ingresso dei giovani professionisti e dei piccoli studi. Bisognerà lavorare sull'abbassamento del numero minimo di dipendenti richiesti e della soglia di fatturato». Sul punto Michele Lapenna, consigliere del Cni e referente per i servizi di ingegneria, ha spiegato: «Nel 2013 la media del personale minimo richiesto è stata di 5,8 addetti. Se consideriamo che il 99,3% delle imprese attive in Italia ha meno di cinque addetti, possiamo concludere che la quasi totalità degli studi di ingegneria sono fuori dal mercato».
Zambrano, poi, ha mandato un messaggio all'esecutivo, manifestando la volontà di partecipare ai programmi in partenza in queste settimane. «Sul piano scuola, come Rete delle professioni tecniche abbiamo chiesto di collaborare alla definizione delle linee guida che saranno affidate a Renzo Piano. E' necessario stabilire il livello di sicurezza che vogliamo impostare, quello energetico e soprattutto il tasso di semplificazione procedurale. Gli ingegneri non chiedono commissariamenti ma tempi e procedure umani».


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