Progettazione e Architettura

A Silvio D'Ascia e Oka la stazione dell'alta velocità a Kenitra, in Marocco

Mariagrazia Barletta

L'architetto italiano «emigrato» a Parigi vince il concorso internazionale per l'opera da 30 milioni di euro - Inaugurazione prevista per il 2017

Silvio d'Ascia, architetto italiano da anni a Parigi, in associazione con lo studio Oka di Casablanca (Omar Kobbité, Eric Giudice e Federico Mennella), vince il concorso per la progettazione della stazione dell'alta velocità nella città marocchina di Kenitra. Una esperienza non nuova per Silvio d'Ascia che nel 2002 si è aggiudicato il concorso internazionale per la progettazione della nuova stazione dell'alta velocità a Torino.
La proposta per Kenitra: un volume dalla forma regolare composto da una griglia strutturale che ripete motivi geometrici triangolari. A commissionare il progetto è l'Oncf (Office National des Chemins de Fer), il gestore nazionale delle ferrovie in Marocco. L'opera si svilupperà su 10mila metri quadri, avrà un costo stimato in 30milioni di euro e si prevede sia completata entro il 2017.

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Il team di progetto ha immaginato un volume dalla forma regolare composto da una griglia strutturale, la cui morfologia richiama le forme tradizionali dell'architettura vernacolare marocchina. Oltre alla funzione strutturale, la griglia funge da brise soleil, proteggendo gli interni dalla luce solare. E non solo. Essa consente di integrare nella costruzione sia un sistema per il recupero delle acque meteoriche che dei ventilatori, alternativi ai tradizionali sistemi di climatizzazione convenzionali. L'involucro è così concepito in strati che offrono protezione termica dalle elevate temperature del Marocco.
Il piano terra si sviluppa intorno alla biglietteria ed ai negozi a servizio dei viaggiatori. Da qui si accede alla scale mobili che offrono un accesso diretto alle grande passerella e poi alle banchine. La passerella è come un grande ponte, concepito come uno spazio di vita con aree di attesa, chioschi e negozi. Questo livello ingloba le linee ferroviarie attraverso la sua forma ad «U», delimitando il perimetro della stazione e creando una connessione organica con il piano ammezzato dell'edificio principale.
Il progetto inoltre stabilisce un riequilibrio all'interno della composizione urbana, mettendo in connessione due aree della città. E lo fa attraverso due entrate, una a Nord sul prolungamento della Piazza 11 gennaio, e l'altra a Sud, sulla Piazza della Maamora.


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