Progettazione e Architettura

Dominique Perrault al Maxxi: ecco il mio restyling della stazione Garibaldi a Napoli

Mariagrazia Barletta

L'architetto francese interviene al Maxxi il 2 aprile dove parlerà del suo progetto per la stazione Garibaldi a Napoli, in funzione da quest'anno e del restyling della piazza soprastante, ancora in corso

Per la prima volta, dopo l'inaugurazione, Dominique Perrault presenta il suo progetto per la stazione «Garibaldi» della nuova linea metropolitana di Napoli, e lo fa insieme ad Achille Bonito Oliva, coordinatore artistico dell'intero progetto della "Metropolitana dell'arte" e a Michelangelo Pistoletto, autore di una installazione di specchi in perfetta sintonia con l'opera dell'architetto e urbanista francese.

L'appuntamento è domani al museo Maxxi di Roma alle ore 17. Vi partecipano, inoltre, Margherita Guccione, direttore del Maxxi Architettura, Giannegidio Silva, presidente di Metropolitana di Napoli e Mario Calabrese, assessore del comune di Napoli.
La nuova fermata è stata aperta al pubblico lo scorso 31 dicembre, diventando un nodo centrale di scambio per la mobilità cittadina. L'aspetto sorprendente della stazione è che la luce naturale attraversa verticalmente la galleria, cuore del progetto e sede dei collegamenti verticali, fino a raggiungere la profondità di quaranta metri dal suolo.

«Il miracolo di Perrault - ha affermato Massimiliano Fuksas - è di far arrivare la luce fino alla banchina e di far infiltrare l'attività cittadina fino a quella porzione di suolo che la storia non aveva ancora toccato». Perrault gioca con i concetti di dentro e fuori, e di infrastrutturale e urbano. Punta sull'esperienza della discesa in profondità mettendo in collegamento diretto ciò che è nel sottosuolo e la vita sovrastante della città. Egli definisce il suo progetto come «un'architettura delle relazioni» che si basa sugli spostamenti, mettendo in connessione le dinamiche verticali di accesso alla rete di trasporto con i movimenti orizzontali della città.

Per questo l'elemento centrale del progetto è la galleria centrale, dove avviene la discesa fino ai treni. Si tratta di un pozzo di luce dove gruppi di scale mobili si incrociano gli uni con gli altri da quota zero a meno quaranta. Le scale sono concepite come sculture di metallo, rivestite di materiale riflettente e illuminate dal grande lucernaio che le sovrasta. Luce e riflessi sono anche i due elementi che caratterizzano l'installazione "Stazione" di Michelangelo Pistoletto, artista di spicco nel panorama mondiale. Su pannelli specchianti appaiono figure umane a grandezza naturale: ipotetici utenti della metro. Gli utenti reali si vedono riflessi in essi, diventando protagonisti anch'essi della installazione.

Dominique Perrault è autore anche della piazza sovrastante, in corso di realizzazione. Continuano i lavori per terminare la galleria commerciale ipogea a cielo aperto e per completare parte della piazza e la grande pensilina: un esteso intreccio tridimensionale di aste intervallate da «vele» di tessuto plastico in continuità formale con i motivi triangolari della copertura della adiacente stazione ferroviaria, progetto, tra gli altri, di Pier Luigi Nervi, Bruno Zevi e Luigi Piccinato.


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