Progettazione e Architettura

Cucinella: «Quando il committente cerca la qualità gli architetti (e le imprese) vincono»

Massimo Frontera

L'architetto bolognese parla del suo ultimo progetto per la scuola di Guastalla, e di come progettare una scuola

«Quando un bando premia la qualità architettonica gli architetti vincono». Mario Cucinella, architetto bolognese, tra i primi professionisti italiani a scommettere sul binomio tra sostenibilità ambientale e qualità estetica del progetto, sintetizza il "segreto" del circolo virtuoso degli appalti pubblici.
Circolo virtuoso in cui a vincere non è solo l'architetto, ma anche l'impresa, il committente, e - soprattutto - i fruitori dell'edificio.In questo caso i fruitori saranno dei bimbi da 0 a tre anni. Cucinella parla infatti del suo ultimo progetto - un asilo di infanzia per 120 bambini - che verrà realizzato a Guastalla (Re), per sostituire due asili danneggiati dal sisma del 2012 (immagine in basso). Il progetto è stato aggiudicato con appalto integrato (progettazione ed esecuzione) con un bando che ha premiato la qualità progettuale con 85 punti su 100, lasciando al ribasso sul prezzo un punteggio residuale.

L'appalto è stato assegnato alle imprese Scisciani & Frascarelli con Rubner Holzbau-Promo Spa e Saitec Company per circa 2,5 milioni, 200mila euro meno della base d'asta. Imprese che avevano appunto coinvolto lo studio Mca-Mario Cucinella Architects. La scuola di Guastalla costerà 1.800 euro a metro quadrato.

«Finalmente un bando che parte al principi della qualità dell'architettura e non solo dal prezzo - sottolinea Cucinella -. È un bel segnale perché quando il committente cerca la qualità gli architetti vincono. Investire nella qualità consente anche di far crescere le generazioni di architetti. È finito il tempo in cui l'impresa pensa di partecipare al ribasso per recupera con il contenzioso».
Architetto, le scuole sembrano stabilmente entrate tra le priorità del Governo; è d'accordo? «Finora il tema di messa a norma e della sicurezza sismica sono state vissute sulla pelle dei bambini, purtroppo. Mi sembra che c'è una consapevolezza nuova. Nel rimetterle a posto senza demolire si entra nella logica del "rammendo" di cui parla il senatore Renzo Piano. Sostituire facciate, coperture, rifunzionalizzare, in questa filosofia "chirurgica" ci sono molte opportunità anche per i piccoli studi di architettura».

Qual è stata l'idea guida della scuola di Guastalla? «Pur con un sistema normativo molto rigido, a Guastalla è stato possibile fare un edificio che avevo immaginato come la balena di Pinocchio, utilizzando il legno e ampie superfici vetrate. Se la scuola è il luogo dell'educazione, lo spazio e l'edificio stesso sono una forma di educazione. Resta nella memoria, come a me è rimasta nella memoria il mio asilo, che poi ho scoperto era stato realizzato da Giuseppe Vaccaro, un architetto razionalista». «E poi la scuola non sono solo le mura, gli spazi. A Guastalla ho progettato un giardino sensoriale: i profumi, l'altezza delle piante, tutto è studiato per attivare i sensi dei bambini».
Sta lavorando ad altre scuole? «È stata appena posata la prima pietra di una scuola a Gaza. Per me è una grande avventura umana. C'è la scuola, il suo rapporto con il quartiere, in un posto drammaticamente difficile. Un architetto col suo lavoro può contribuire a restituire dignità e sostenibilità a un territorio, a un quartiere, a una terra: è la cosa più bella che un architetto può fare».


© RIPRODUZIONE RISERVATA