Progettazione e Architettura

Nuove scuole a mille euro/mq e in classe «A+», sfida vinta in Veneto

Giorgio Santilli

Lo studio di architettura C+S di Treviso ha realizzato diversi interventi innovativi ma con un basso costo di costruzione

Progettare nuove scuole a meno di mille euro al metro quadrato in classe energetica A+. Si può, senza trascurare la buona architettura. E non è un caso che lo studio veneto C+S di Carlo Cappai e Maria Alessandra Segantini - pluripremiato con il centro infanzia di Covolo e le scuole elementari di Ponzano e Chiarano - abbia cominciato più di dieci anni fa proprio con un concorso di progettazione per la «messa a norma di un complesso scolastico a Caprino Veronese».

«Nel Veneto - spiegano i due progettisti - reinterpretare il ruolo dell'edificio scolastico nella periferia disgregata dei non-luoghi significa offrire uno sguardo rinnovato a uno degli elementi urbani potenzialmente più interessanti, ma considerato invece convenzionalmente un contenitore di aule. Le scuole sono luoghi di passaggio obbligati per le comunità, spazi in cui l'esperienza multiculturale avviene in modo spontaneo, interventi a budget limitato e quindi costruibili in tempi molto veloci. Il nostro sogno era trasformare le scuole da edifici chiusi e funzionalmente definiti, a spazi aperti, nodi colorati, aperti oltre l'orario scolastico. Non dunque e non solo edifici, ma spazi di relazione, semi di città».

Vinsero il primo concorso con queste idee e questo programma. «Il risultato fu che la scuola venne aperta oltre l'orario scolastico e nei week-end, diventando uno spazio usato dalla comunità dei bambini e dei genitori. Come la Prestolee School di Francis o 'Neil, la scuola senza lacrime, i bambini possono dipingere, costruire, fare l'orto, suonare, perché le attività in compagnia sono molto più divertenti che trascorrere i pomeriggi trasportati in macchina dai genitori tra un'insegnante di pianoforte e una classe di danza Ipop».

Il programma di C+S si è andato poi consolidando nel decennio. Il centro infanzia di Covolo C+S ha vinto la Medaglia d'Oro dell'Architettura italiana 2006 e il FarbDesignPreis a Monaco 2009.
«Con quel progetto - dicono Cappai e Segantini - lo spazio chiuso delle aule si trasforma in uno spazio continuo, dove i bambini imparano scambiando tra loro. Grazie alle pareti scorrevoli tra le aule e alle vetrate, trasparenza, luce e intervisibilità sono i cardini del progetto». Le scuole di Ponzano e Chiarano sono quelle costruite a meno di mille euro al mq in classe A+. «Sono disegnate come piccole città per i bambini, con una piazza centrale dove si affacciano tutti gli spazi pubblici: la biblioteca, vero centro del progetto, ma anche la palestra, la mensa/auditorium, gli spazi speciali per la musica, l'arte, le scienze. Le aule sono le case dei bambini: sono aule senza mura, disegnate da pareti attrezzate opache solo fino ad una certa altezza, mentre, sopra sono vetrine trasparenti per mostrare a tutti quello che si fa in classe».

Le scuole diventano «piccoli distretti culturali della conoscenza», la sfida è «trasformare l'obbligo in un piacere, nel desiderio dei bambini a prendere parte a questo nuovo "gioco della scuola"». Poi ci sono i bambini, coinvolti in una serie di giochi che creavano l'aspettativa del nuovo spazio, in rapporto alla compagnia teatrale La Stanza a Chiarano per mettere in scena lo spettacolo della nuova scuola: uno spazio luminoso, senza corridoi, con una biblioteca aperta oltre l'orario scolastico, un orto botanico sospeso sul tetto e tanti spazi di laboratori colorati, edifici divertenti e colorati, aperti e trasparenti, ma anche modelli di quella sostenibilità energetica che è necessario imparare fin da piccoli, per poterla mettere in pratica da adulti.

«Abbiamo raccontato loro - dicono Cappai e Segantini - che la parola chiave è riparare nel suo doppio significato. Da un lato ricuce le periferie, gli spazi, ma anche i rapporti di vicinato; dall'altro si riferisce direttamente a un elemento fondamentale del nostro mestiere che è quello di generare un tetto sotto il quale sentirsi protetti, trovare riparo, sentirsi al sicuro per poter giocare, cioè esprimere al massimo le proprie potenzialità».


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