Progettazione e Architettura

Gli architetti in campo per ripensare le scuole. A partire dai concorsi

Giorgio Santilli

Il presidente del Consiglio nazionale Leopoldo Freyrie sollecita l'avvio di procedure per selezionare i progetti con procedure più snelle e mette a disposizione la piattaforma online degli ordini

Concorsi di architettura per la nuova generazione di scuole italiane, nuove o "ricucite" che siano.
Ne hanno parlato, nel pranzo della scorsa settimana, il senatore a vita-architetto Renzo Piano e il premier Matteo Renzi. E ora rilancia il presidente del Consiglio nazionale degli architetti, Leopoldo Freyrie, che ha riproposto il tema dei concorsi all'Anci e al sottosegretario all'Istruzione, Roberto Reggi, il quale dovrebbe ricevere a giorni la delega per l'edilizia scolastica. «Su entrambi i fronti ho trovato piena disponibilità», dice Freyrie che denuncia le mille occasioni perse. Ultima quella dell'Expo. «Abbiamo detto e ridetto che bisognava fare di questa avventura un laboratorio di progettazione che promuovesse le migliori intelligenze dell'architettura e dell'ingegneria italiana per lasciare nel dopo Expo un'eredità di qualità architettonica e innovazione: a parte il Padiglione Italia, grazie all'ascolto che ci ha dato la presidente Bracco, e poco più, tutto è stato ed è gestito "in house"».

Con le scuole bisogna voltare pagina, è l'invito al governo Renzi.
Occorre certamente evitare tempi troppo lunghi, che spesso sono associati alla procedura del concorso. Occorre trovare una «procedura semplificata che per altro stiamo studiando da tempo», dice ancora il presidente dell'ordine degli architetti. «Mi sono spinto oltre - aggiunge - e al sottosegretario Reggi ho proposto di fare con le scuole una sorta di sperimentazione su come dovrebbe effettivamente funzionare il nuovo codice/regolamento degli appalti, che il governo vuole cambiare, per conciliare qualità della progettazione e tempi rapidi. Siamo pronti - continua Freyrie - a mettere a disposizione dei comuni la nostra piattaforma online che già contempla procedure semplificate e rapide per lo svolgimento di gare e concorsi di
progettazione».

Ma non c'è solo l'esigenza dei concorsi trasparenti e capaci di coinvolgere le popolazioni nel campo della progettazione delle scuole. Il governo cerca di venire a capo del puzzle dei fondi bloccati e dispersi in otto piani e 12 procedure, ma la stessa cosa si potrebbe dire delle migliaia di progetti teoricamente in corsa. Non a caso una delle prime mosse di Renzi è stata la lettera ai sindaci per chiedere la segnalazione di un progetto, «uno solo», prioritario, per mettere ordine nella galassia dell'edilizia scolastica. E non è un caso neanche che la seconda mossa sia stata di creare una task force a Palazzo Chigi per mettere ordine nel caos. «C'è un'esigenza comunque di censimento, di verifica e di aggiornamento dei progetti da mandare in cantiere - dice Freyrie - perché non si può pensare di appaltare un progetto di dieci anni fa senza neanche verificare se sia adeguato».

Oggi, in effetti, l'universo dei progetti di edilizia scolastica può essere suddiviso in quattro categorie: interventi già progettati e finanziati per cui serve solo lo sblocco del patto di stabilità interno; interventi progettati e non finanziati che hanno bisogno del reperimento di fondi; intervento finanziato ma con progetto inadeguato da rivedere; interventi che non hanno né fondi né un progetto pronto. «In ogni caso serve l'intervento di un progettista che verifichi lo stato del progetto, anche quando questo sia già disponibile».

Sul tema della programmazione è intervenuta il ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, secondo cui c'è bisogno di «uscire dal clima dell'emergenza». Per il ministro si deve passare a una «programmazione possibile, vale a dire poter avere la certezza di quello che si ha, sia in termini di risorse, sia in termini obiettivi, non per il mese successivo o per l'anno in corso, ma almeno per il triennio successivo». La proposta di passare al regime dei concorsi di progettazione avanzata da Freyrie tanto più potrà trovar posto in questa programmazione se gli interventi non saranno limitati alla rincorsa di un'emergenza mese dopo mese.


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