Progettazione e Architettura

Novara, concorso di idee per «non» realizzare il miglior progetto

Mauro Salerno

Il Comune a caccia di proposte per riqualificare una la storica Piazza dei martiri della Libertà offre al vincitore un «premio» di 6mila euro, ma niente incarico

Quando si dice avere le idee chiare. Mentre in tutta Europa si fanno i concorsi per avere la certezza di scegliere e realizzare il miglior progetto possibile, in Italia si procede al contrario. Il concorso serve - precisamente - a escludere la possibilità di realizzare il progetto vincitore. L'ultimo esempio di un fenomeno diffuso attraverso l'uso (distorto) dei cosiddetti concorsi di idee viene da Novara dove il Comune va a caccia di una soluzione per riqualificare l'ottocentesca Piazza dei Martiri della Libertà, oggi per buona parte adibita a parcheggio. Il Comune chiarisce subito che l'area interessata dal progetto riveste un ruolo centrale per l'economia culturale della città. Sullo spazio si affacciano infatti il «Castello sforzesco completamente recuperato, il Teatro Coccia, il parco pubblico dei giardini del Castello e i palazzi storici circostanti».

L'idea, anche attraverso un progetto di parziale pedonalizzazione della piazza è quella di ottenere un progetto di trasformazione urbana «che faccia della piazza un luogo cardine, e simbolo, dell'identità locale». Compito tutt'altro che banale. Anche perché i progettisti non potranno prescindere «da alcuni aspetti fondamentali da includere nella progettazione», come la fruizione e la viabilità della piazza, oltre all'assetto futuro della viabilità «indicati nel Pgtu appena adottato e nella proposta di piano particolareggiato». Insomma prima di passare all'azione c'è da studiare anche un bel po' di scartoffie comunali.

Non solo. La proposta non deve fermarsi alla pianificazione urbanistica, ma deve tenere contro della fattibilità economica dell'intervento, deve indicare soluzioni costruttive innovative, rapportarsi al meglio con il contesto, risultare funzionale al resto delle infrastrutture, offrire - è ovvio - «una elevata qualità urbanistico-architettonica e paesaggistica». Tutti elementi che saranno valutati dalla commissione di gara.

A fronte delle richieste scrupolosamente indicate nel disciplinare di concorso - scaricabile insieme a tutti gli altri documenti sul sito internet del comune - il bando offre al vincitore un premio di 6mila euro, con rimborsi quantificati in 4mila e 2mila euro per i classificati al secondo e terzo posto.

Al di là delle (povere) cifre quello che più conta è il percorso che il Comune disegna per passare dall'idea al cantiere. L'affidamento del progetto all'autore della migliore idea - selezionata attraverso un concorso pubblico a procedura aperta - è l'ultima delle soluzioni possibili. Prima di tutto, chiarisce il bando, bisogna escludere che non ricorrano le condizioni previste dal codice degli appalti per un affidamento diretto all'interno dell'ente. Altrimenti, è la logica conseguenza, a portare a termine il progetto saranno i tecnici comunali distribuendosi anche l'incentivo del 2 per cento sul costo dell'opera. Solo se queste strada sarà preclusa si procederà con una nuova procedura negoziata, con a base di gara il progetto vincitore dell'attuale concorso «eventualmente modificato o integrato». A questa nuova procedura, viene concesso, «potranno partecipare anche i vincitori del concorso». Ma per ora niente grilli per la testa, perché «non è previsto l'affidamento diretto dei predetti incarichi ai vincitori del concorso».

Insomma il solito slogan: regalateci (o quasi) un'idea, poi vedremo che farne.


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