Progettazione e Architettura

Gli architetti di Torino lanciano un bando per promuovere i concorsi

Maria Chiara Voci

Un bando per incentivare l'indizione di un altro bando. L'offerta di know-how e capacità organizzativa nella strutturazione di documenti e comunicazione, per motivare un ente pubblico del territorio a lanciare, nel 2014, un concorso di idee o di progettazione su una porzione del proprio tessuto urbano.
L'iniziativa è della Fondazione Ordine degli Architetti di Torino, nata nel 2002 con uno scopo formativo e di promozione culturale. L'ente, che già in passato ha affiancato alcune amministrazioni piemontesi – dal Comune alla Provincia di Torino, da Rivalta ad Avigliana, da San Mauro a Nichelino - nell'iter di predisposizione di un concorso, ha deciso di assumere l'iniziativa. E, senza aspettare che siano le singole istituzioni a fare la prima mossa, ha pubblicato un avviso (scaricabile sul sito www.fondazioneoat.it ) per mettere a disposizione le proprie professionalità e competenze. Rigorosamente in forma gratuita.

«I tempi sono difficili e questo è un modo per tendere una mano all'uscita dalla crisi – spiega Giorgio Giani, da qualche mese nuovo presidente della Fondazione Oat -. I concorsi sono la cenerentola delle procedure di gara in Italia. Perché richiedono tempo, risorse e competenze. Non c'è dubbio che l'investimento alla base sia cospicuo e necessario. Ma poi i conti devono essere fatti alla fine. Una procedura ben strutturata produce, come effetto, una sicura riduzione dei costi nella realizzazione dell'opera nonché nei tempi di esecuzione».

Al bando della Fondazione Oat potranno partecipare i Comuni (soli o in unioni e aggregazioni) della Provincia di Torino. Escluso, per ovvie ragioni, il capoluogo. Altro requisito indispensabile è inoltre la volontà di dare vita a un concorso. Le candidature, che dovranno pervenire entro le ore 12 del 9 giugno, saranno valutate sulla base della fattibilità e sostenibilità del progetto e dell'apertura dei concorsi a giovani professionisti, iscritti all'Ordine da meno di cinque anni. Ad esempio, se un Comune potrà dimostrare di aver inserito la copertura dell'opera oggetto del concorso in un capitolo di bilancio sarà valutato 20 punti su 100. Quindici punti varrà invece l'impegno ad affidare l'incarico di progettazione ai vincitori del concorso. E così via.

«Il sostegno della Fondazione – prosegue Eleonora Gerbotto, direttrice della Foat – si concretizzerà nell'attività di coordinamento di un programmatore specialista per la stesura del bando e la gestione della segreteria del concorso, nell'attività di comunicazione e ufficio stampa e nell'organizzazione della premiazione oltre che nella gestione del sito internet. Il valore complessivo del lavoro che mettiamo a disposizione gratuitamente è di circa 20mila euro».
L'intera iniziativa va nella direzione aperta dallo stesso Ordine degli architetti di Torino, che è stato fra gli estensori del Decalogo dei Concorsi e delle Linee guida nazionali in materia di concorsi di progettazione. Trascorso il 2014, con successo, non si esclude una prossima replica del bando per gli anni futuri.


© RIPRODUZIONE RISERVATA