Progettazione e Architettura

Un percorso tematico tra le cantine di Cornaiano: MoDus Architects vince il «museo del vino» in Alto Adige

Mariagrazia Barletta

Al team di Bressanone il concorso Vineum bandito dal comune di Appiano: un progetto da 6 milioni per il recupero delle antiche cantine sotterranee - In arrivo incarico, ma i finanziamenti «non sono ancora sicuri»

Gioca con gli opposti il progetto presentato dallo studio MoDus Architects per la valorizzazione delle cantine vinicole di Cornaiano, frazione della cittadina altoatesina di Appiano. Lo studio degli architetti Sandy Attia e Matteo Scagnol, dopo aver ricevuto un riconoscimento speciale dalla giuria del Premio Architetto italiano 2013, conquista il primo posto al concorso per la progettazione di un percorso tra le cantine sotterranee della piccola cittadina, da allestire per avvicinare i visitatori al mondo del vino. L'idea è collegare le cantine attraverso scavi sotterranei per creare un itinerario di visita che abbia inizio e si concluda in un edificio con funzioni di accoglienza e di servizio. Ad affiancare il team di Bressanone, per la progettazione dell'allestimento, è lo studio Janglednerves di Stoccarda.

Il concorso, a procedura ristretta, era stato bandito dal comune di Appiano, in collaborazione con l'associazione Vineum-Appiano, per portare avanti un progetto di conservazione e rivitalizzazione delle antiche cantine di Cornaiano.
Il progetto di MoDus Architects coglie la doppia anima di Cornaiano: quella solare di un paese che vive in superficie e quella tenebrosa, lunare, della città sotterranea legata alla custodia del prezioso vino. Questa dualità è d'ispirazione per la concezione dell'edificio d'ingresso al percorso «vino-avventura», pensato come una grande cantina sopraelevata e dunque fuori terra, come un ambiente illuminato e contrapposto all'oscurità degli antichi spazi ipogei.

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Quanto all'approccio progettuale, Matteo Scagnol parla di un ragionamento per «relazioni»: dal contesto viene colta un'idea di fondo che diventa principio architettonico. Idea che funziona nel momento in cui si raggiunge un buon equilibrio nel progetto. Ne è un esempio la copertura dell'edificio che fa emergere in superficie la tipica struttura voltata delle cantine, reinterpretandola e trasformandola attraverso la geometria del dodecaedro. Ne deriva una forma stellare che richiama la struttura urbana del paese, appunto a forma di stella.
All'interno, il foyer di ingresso al museo, shop e bar sono così in relazione: il passaggio da uno spazio all'altro avviene senza varcare alcuna porta. All'esterno, le piastrelle vitree, che tradizionalmente ricoprivano le antiche cantine, vengono immaginate come rivestimento delle pareti.

Il costo di realizzazione dell'intervento è di circa 6 milioni di euro e nel 2012 è arrivata una garanzia di finanziamento da parte della Provincia Autonoma dell'Alto Adige e del Comune di Appiano. «Nel concreto, i finanziamenti non sono ancora sicuri – afferma Matteo Scagnol – ma il nostro progetto è stato presentato alla cittadinanza. Hanno partecipato circa 250 persone, un successo, testimonianza che il progetto è voluto ed interessa molto anche alla popolazione». «Si va avanti positivamente – continua Scagnol – se c'è la spinta di tutte le componenti interessate, tutto è più facile, si tratta di cogliere un'occasione per tutti». Intanto, dovrebbe arrivare a breve, per i vincitori, l'incarico per la progettazione preliminare e definitiva.

Team di progetto
capogruppo:
MoDus Architects - Sandy Attia, Matteo Scagnol
(Bressanone)
progettista allestimento:
Janglednerves
(Stoccarda)
collaboratori:
Giorgio Cappellato, Paolo Magnabosco


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