Progettazione e Architettura

Sole, deserto e mare: prende forma il padiglione del Kuwait di Italo Rota

Maria Chiara Voci

Il deserto, arido e caldo. Il sole, che brucia. Il mare, salato. Una natura rude, difficile da dominare, che poco concede a chi la abita. Poi, una volta all'anno, il miracolo dell'acqua: quando, dopo uno straordinario periodo di pioggia, fra la sabbia, la vegetazione fiorisce. E tutto si ricopre di colori bellissimi. Una suggestione che può essere ricreata anche con la tecnologia: grazie allo studio, alla ricerca applicata e a piani di tutela e riuso delle risorse naturali.

Racconterà questa storia, il padiglione che sarà realizzato a Milano dal Kuwait, in occasione della prossima Esposizione Universale del 2015. Il progetto – che porta la firma dell'architetto Italo Rota e che è in via di approvazione – è stato svelato, in anteprima, questa mattina (contestualmente alla firma del contratto per l'esecuzione dei lavori) e sarà realizzato dalla Nussli Italia, costola della società leader a livello globale nella costruzione di strutture temporanee e già coinvolta nella costruzione dei padiglioni di Germania e Svizzera.

L'edificio, 1.400 mq di superficie calpestabile in una posizione centrale rispetto all'area espositiva, vicino ai padiglioni della Germania e degli Stati Uniti, costerà 20 milioni e potrà ospitare fino a 11mila visitatori. «L'introduzione allo spazio interno – spiega Emanuele Rossetti, direttore di Nussli Italia – avverrà tramite un ingresso caratterizzato da ampie vele. Un simbolo, per richiamare il sambuco, la tradizionale imbarcazione utilizzata dai popoli del golfo della penisola arabica». «Vele – spiega Italo Rota – che fluttueranno al vento». L'accesso a una semi-cupola interna, introdurrà gli ospiti al racconto della terra: un'esperienza sensoriale, grazie all'uso della multimedialità. Il pubblico si troverà immerso prima nell'infinito deserto del Kuwait, per scoprire le forme di vita che di giorno e di notte vincono l'asperità dell'ambiente circostante. Poi, il miracolo: una cascata d'acqua trasformerà la sabbia in un giardino rigoglioso, coperto di vedi distese erbose e di fiori colorati.

«Con il suo padiglione – spiega ancora Rossetti – il Paese vuole anche dimostrare come, con le tecnologie e la ricerca, sia possibile far rivivere tutti i giorni il miracolo, attraverso un complesso processo di desalinizzazione e riuso dell'acqua. Molti i progetti sulla sostenibilità che saranno in mostra, in un doppio percorso rivolto l'uno agli adulti e l'altro ai bambini. Dalla coltura idroponica alla tutela delle risorse ittiche. L'intera struttura sarà realizzata con uno sguardo spinto all'abbattimento dei consumi e delle emissioni». La parte terminale del viaggio sarà dedicata all'ospitalità del Paese: nello spazio del souk sarà possibile assaggiare cucina tipica o acquistare prodotti dell'artigianato locale, tra fragranze di profumi e incensi e i colori accesi delle spezie.

I lavori per la costruzione inizieranno nel prossimo mese di giugno 2014, per terminare ad aprile del prossimo anno. Per costruire il padiglione, tre piani fuori terra, lavoreranno prioritariamente maestranze italiane: per sei mesi, all'interno della struttura lavoreranno circa 300 persone. «Siamo impazienti – ha spiegato Salah Mansour Al-Mubaraki, commissario generale di Expo 2015 per il Kuwait – di poter prendere parte al grande appuntamento di Expo Milano 2015. La nostra presenza in questo evento internazionale testimonia il rapporto di amicizia e cooperazione sempre più stretto che ci lega all'Italia e sarà un sigillo agli investimenti già attivati nel Paese».


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