Progettazione e Architettura

Città della Scienza di Napoli, 40 milioni per la ricostruzione: oggi la firma dell'accordo

Vera Viola

A un anno dall'incendio doloso che distrusse il Museo al via la ricostruzione: nascerà un'area espositiva ultramoderna da 65mila mq

Oggi, alle 17,00, presso gli uffici della Fondazione Idis dovrebbe finalmente essere firmato l'Accordo di programma quadro per Città della Scienza. Se così sarà verrà rispettata la data fissata il 30 gennaio scorso in un incontro a Roma: data con un importante significato simbolico poiché era proprio la notte del 4 marzo quando, un anno fa, il Museo della Scienza venne distrutto con un incendio doloso da uomini venuti dal mare, non ancora identificati.

Non ha avuto vita facile finora l'Accordo di programma (da circa 40 milioni) che oggi dovrà essere suggellato da Fondazione Idis, Comune di Napoli, Regione Campania e Governo. Anzi, ha avuto una difficile gestazione. In primis, il cambio di referente al governo: al testo aveva lavorato nelle settimane scorse anche l'ex ministero della Coesione Territoriale, ma con l'insediamento del Governo Renzi il primo è stato soppresso. Poi sono arrivate richieste di modifiche e integrazioni da parte del Comune di Napoli. Come annunciato dal sindaco Luigi de Magistris, si voleva che il testo da firmare contenesse almeno un paragrafo dedicato esclusivamente a Bagnoli, i cui piani e la bonifica sono ritornati nel libro dei sogni dopo che la Stu Bagnolifutura è stata posta in liquidazione. E ancora ieri pomeriggio una delegazione guidata dall'assessore all'Ambiente Tommaso Sodano si aggirava negli uffici romani per richiedere integrazioni e limature.

Tra cambi di istituzioni competenti e integrazioni sollecitate, di fatto, ieri pomeriggio il testo definitivo non era pronto, nè aveva ricevuto, come necessario, il via libera dei numerosi soggetti coinvolti. Cosicchè è rimbalzato per l'intera giornata dall'una all'altra scrivania tra Roma e Napoli, con l'impegno che entro la mezzanotte almeno, dovesse essere scritto il documento definitivo. Necessario poi il passaggio nelle Giunte comunale e regionale.

Altrimenti la firma potrà anche esserci ma di un documento intermedio. Stando alle ultime informazioni, il nuovo edificio, ultramoderno e smart, guarderà il mare, ma lascerà libera una striscia di spiaggia.

Tre anni e mezzo i tempi per la ricostruzione, quindi entro il 2018 la nuova Città della scienza dovrà aprire i battenti. Il nuovo science center sarà un manufatto idoneo a favorire informazione e divulgazione, anche interattiva, delle conoscenze scientifiche nei vari campi d'azione. Dovrà essere concepito e realizzato con caratteristiche di efficienza energetica. Si ipotizza, per il volume in ricostruzione, una consistenza dell'80% a destinazione museale e il residuo 20% per archivi, magazzini, e volumi tecnici. Quindi, se il volume complessivo prima dell'incendio era di 108.600 metri cubi, sono circa 81.300 quelli da ricostruire. Di questi 65mila saranno destinati al museo e 16.300 ad archivi e magazzini.

Definito anche il calendario dei lavori che si ritiene debbano essere completati entro la fine del 2016. Avrà cinque mesi il Provveditorato alle Opere pubbliche della Campania per realizzare caratterizzazioni, demolizioni, messa in sicurezza e smaltimento dei rifiuti. Regione Campania e Comune di Napoli dovranno provvedere a variante e conferenza di servizi per la fine del 2015. Mentre il ministero dell'Ambiente dovrà seguire la bonifica. Intanto oggi la Fondazione di Inarcassa (ente previdenziale che conta oltre 165.000 architetti e ingegneri iscritti), presenta le linee guida del bando per la progettazione del nuovo Science Center.


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