Progettazione e Architettura

Con Fai e Telecom Italia rinasce un luogo della memoria tra i Sassi di Matera: Casa Noha apre al pubblico

Mila Fiordalisi

Anche Italcementi tra i partner del progetto di restauro conservativo finanziato con il bando «Beni culturali invisibili» - Intervento costato 500mila euro e durato meno di un anno

È stata riportata a nuova vita, grazie a un progetto portato avanti dal Fai (Fondo Ambiente Italiano) e dalla Fondazione Telecom Italia, Casa Noha a Matera. L'abitazione da 8 stanze, scavata nel tufo dei cuore dei Sassi, è stata protagonista di un progetto di restauro conservativo e adeguamento funzionale, costato 500mila euro e durato poco meno di un anno, la cui responsabilità scientifica è stata affidata all'architetto Daniela Esposito, docente di Restauro alla Sapienza di Roma.
Un traguardo reso possibile grazie a Fondazione Telecom Italia, che ha selezionato e finanziato il progetto del Fai tra i 300 pervenuti nell'ambito del bando «Beni Culturali Invisibili» lanciato nel 2011. Casa Noha, aperta al pubblico dal 1° marzo, sorge all'interno dell'omonimo Palazzo che domina il Sasso Caveoso vicino alla Cattedrale. Acquisita dal Fai con atto di donazione delle famiglie Fodale e Latorre nel 2004, la casa risale al XVI secolo.

L'area individuata per la realizzazione del Palazzo sorgeva su un canale d'erosione utilizzato per lo smaltimento rifiuti, un'area geologicamente complessa che fu urbanizzata solo a seguito di una bonifica. Casa Noha, tipica abitazione a corte in parte coperta, ha una struttura in tufo «ingentilita» da cornici e intagli dallo stile sobrio tipico del contesto urbano dell'epoca. Il Fai ha optato per un progetto di restauro di tipo conservativo con l'obiettivo di valorizzare lo storico edificio considerato in particolare il contesto in cui sorge. Un progetto non facile: casa Noha era abbandonata da decenni, di qui la decisione di intervenire non attraverso l'aggiunta di materia ma al contrario «scoprendo» i vari strati di tufo che compongono i muri. Una scelta che punta a raccontare la storia di questo angolo dei Sassi e dell'intera città lucana. La struttura in pietra dunque non è stata toccata, così come le pavimentazioni e i serramenti. Sul fronte dell'impiantistica si è lavorato in esterno, sempre in chiave conservativa, scegliendo soluzioni tradizionali. Per il riscaldamento però si è optato per una soluzione innovativa: un battiscopa radiante che corre lungo tutte le pareti in grado di abbattere anche l'umidità.

Al progetto ha contribuito anche Italcementi che dal 1970 è nella città lucana con una cementeria che dà lavoro a un centinaio di persone e conta altri 200 lavoratori nell'indotto. «È importante per Italcementi aver contribuito a un progetto che si completa in un anno importante per il gruppo, il 2014, in cui ricorre il centocinquantesimo anniversario della nascita dell'azienda». Nell'ambito del progetto di riqualificazione Casa Noha è stata allestita anche come un percorso tecnologico di comunicazione, che accompagna il visitatore tra i vicoli, le scalinate, gli scorci di Matera attraverso l'app Matera Invisibile (scaricabile gratuitamente da www.materainvisibile.it ) che permette al visitatore a ripercorrere il nucleo storico della città con cinque itinerari collegati.


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