Progettazione e Architettura

Da Inarcassa stop al contributo del 4% per lavori all'estero, l'Oice: «Finalmente ora più competitivi»

Alessia Tripodi

La base imponibile sarà calcolata solo sul fatturato italiano - La presidente Lotti: «Compresa l'assurdità di un'interpretazione che avrebbe pesantemente penalizzato società di ingegneria e professionisti»

Società di ingegneria e professionisti singoli o associati non saranno più tenuti a versare il contributo previdenziale del 4% sul fatturato estero. Lo ha deciso Inarcassa, che punta ora a presentare al Comitato nazionale dei delegati una norma per chiarire che tale contributo sarà dovuto solamente sul fatturato italiano: dopo l'ok del Comitato, arriverà la modifica del regolamento della Cassa di previdenza degli ingegneri e degli architetti (a sua volta validata dal Ministero del lavoro).
«Siamo profondamente soddisfatti della decisione di Inarcassa che ha compreso la portata estremamente negativa derivante dall'applicazione del contributo del 4% anche alle attività svolte all'estero dalle nostre società, così chiudendo una partita che ci ha visto particolarmente impegnati a tutela degli associati» ha dichiarato Patrizia Lotti, presidente dell'Oice, che per quasi un anno ha condotto una «battaglia» per far comprendere non solo alla Cassa ma soprattutto a Parlamento e Governo «l'assurdità di una interpretazione che avrebbe avuto conseguenze gravissime sui processi di internazionalizzazione di professionisti e società di ingegneria».

Dal primo gennaio 2013, alla luce dell'approvazione della legge di stabilità per il 2013 che aveva recepito alcune disposizioni delle direttive Ue in materia di Iva - segnala l'Oice in una nota - professionisti, studi professionali e società avrebbero dovuto calcolare la base imponibile ai fini del versamento del contributo previdenziale integrativo anche sul fatturato estero, ma con la decisione di Inarcassa si tornerà a versare il contributo previdenziale integrativo avendo come base imponibile esclusivamente il fatturato italiano.
«Devo ringraziare Inarcassa - dice la presidente Lotti - così come i parlamentari del Partito democratico, che hanno avuto la sensibilità di comprendere la delicatezza della questione e le conseguenze negative, in termini occupazionali e di competitività, per i nostri associati, e non ultimo il ministero del Lavoro, che ha condiviso le nostre posizioni».


© RIPRODUZIONE RISERVATA