Progettazione e Architettura

Antincendio, Di Felice (Cni): «Sì alle semplificazioni, ma agli ingegneri servono regole certe e compensi più equi»

Alessia Tripodi

L'introduzione della Scia antincendio ha rappresentato senza dubbio un cambio di passo verso la semplificazione, ma servono chiarezza delle responsabilità, regole certe della cui formulazione il progettista è protagonista e un equo compenso della prestazione». Per Marco di Felice, ingegnere, consigliere dell'Ordine di Vicenza e componente del gruppo di lavoro «Sicurezza» del Consiglio nazionale degli ingegneri, «è evidentemente marcato il disagio della categoria dei "professionisti antincendio" che si sono visti attribuire gran parte del carico delle responsabilità, prima sostenute dai Vigili del Fuoco». «Siamo ben disposti ad accogliere novità e semplificazioni – aggiunge l'ingegnere – ma in un quadro di norme tecniche certe». E in questo senso «il dialogo recentemente instaurato tra il Cni e il Corpo dei Vigili del fuoco – spiega – è di reciproco scambio» e «stiamo lavorando assieme per alcuni aggiustamenti, con particolare riferimento alle asseverazioni di conformità antincendio allegate alla Scia e ai rinnovi. Perché «è proprio sulle asseverazioni – conclude di Felice – che si concentra il vero cambiamento nel travaso di responsabilità a carico dei professionisti antincendio».
Per quanto riguarda il processo ormai avviato di graduale aumento della responsabilità del progettista - e la conseguente progressiva trasformazione delle regole tecniche in linee guida - Di Felice si dichiara «convinto sostenitore di ogni forma di aggiornamento dell'apparato normativo e soprattutto della progressiva migrazione dall'approccio prescrittivo al prestazionale che, giocoforza, si tradurrà in un maggiore impegno e responsabilità per i tecnici, ma sarà anche l'unica strada per tenere alto il livello della qualità e della prestazione professionale e quindi dell'affermazione sul mercato, ormai globalizzato ma anche (purtroppo) di sfrenata e dissennata concorrenza sulla base del solo parametro economico». Secondo l'ingegnere, poi «puntando alla qualità ed alla diversificazione della proposta progettuale, con soluzioni innovative che si discostano dagli standard ordinari, si potranno giudicare i progetti sulla base di parametri tecnico- prestazionali ben più nobili ed elevati della pura classifica delle offerte economiche. Ma per raggiungere questo ambizioso obiettivo - aggiunge - c'è anche bisogno di una committenza culturalmente preparata ed illuminata e anche su questo fronte c'è da lavorare».
Perchè si realizzi una semplificazione completa, infine «bisognerebbe che i Vigili del Fuoco - conclude Di Felice - facessero un passo indietro anche sui controlli, perchè solo nella prevenzione incendi esistono i 'rinnovi periodici di conformità', assenti invece negli ambiti edilizio, ambientale, sicurezza».


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