Progettazione e Architettura

Stone Island, la sede rinasce progettata da Associati Techne di Carpi - Le foto

Francesca Oddo

Appena inaugurata, a poco più di un anno e mezzo dal terremoto che ha colpito l'Emilia Romagna, la nuova sede di Stone Island (marchio italiano di abbigliamento) a Ravarino è stata realizzata su incarico diretto dai quarantenni Associati Techne di Carpi (Giuseppe Gualdi, Maurizio Carrisi, Stefano Testi, Silvia Zanetti) e ospita l'archivio storico del brand attraverso un'esposizione permanente di oltre 20.000 capi. In seguito al sisma, la struttura originaria è stata gravemente danneggiata, tanto che il committente ha deciso per la demolizione e la completa ricostruzione.

«Il cantiere è partito sostanzialmente il giorno dopo il sisma - spiega Giuseppe Gualdi, uno dei progettisti -. Il committente ha voluto demolire e ricostruire, in parte autofinanziando il progetto, in parte richiedendo i fondi che la Regione ha stanziato per il post terremoto».

L'opera, costata circa 3 milioni di euro, insiste su una superficie di 2.500 metri quadrati ed è stata costruita coinvolgendo l'impresa A&C Costruzioni di Mirandola. Stone Island, con un fatturato in crescita e stimato al momento intorno ai 70 milioni di euro, esprime soddisfazione per la nuova sede, «simbolo di rinascita, della voglia di guardare avanti con più forza e più ottimismo di prima».
L'idea dei progettisti è stata quella di realizzare la nuova sede attraverso un linguaggio capace di esprimerne il carattere industriale: utilizzando cemento armato a vista, acciaio COR-TEN e vetro la nuova sede mostra la sua vocazione materica che al tempo stesso si accompagna a una precisa volontà di apertura e di trasparenza verso l'esterno. E non è un caso, del resto, che l'archivio storico sia concepito come una mostra permanente di abiti.
Un setto in cemento a "faccia vista", con il logo aziendale impresso in bassorilievo, fa da quinta al piazzale d'ingresso a partire dal quale si sviluppa un percorso pedonale, compreso tra "lame" in cemento emergenti dal terreno, che conduce all'archivio storico. La nuova sede si articola in due corpi compenetrati: il volume in COR-TEN con vetrate brunite a filo con il rivestimento si incastra in maniera asimmetrica con un corpo inclinato in cemento a "faccia vista", totalmente vetrato sui fronti est e ovest.

Internamente il corpo in COR-TEN è suddiviso in una zona a doppia altezza e una soppalcata, sostenuta da una trave reticolare a scala monumentale che libera la sottostante pianta da vincoli strutturali; il corpo trasparente, invece, è uno spazio indiviso, caratterizzato da una copertura sulla quale è installato un impianto fotovoltaico.


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