Progettazione e Architettura

Trento, Idroesse vince il concorso per la rete ferroviaria diffusa

Paola Pierotti

Metroland. È questo il progetto vincitore del concorso promosso dalla Provincia di Trento per la rete ferroviaria diffusa della provincia. In particolare per il collegamento tra Rovereto-Mori e Tione. Primo premio di 140mila euro al team guidato da Idroesse Infrastrutture con Ingenium scarl, Giulio Andreolli Studio & Partners, Architekt Walter Karl Dietl, Geodata Engineering, i viennesi Raumumwelt e un altro studio austriaco Geoconsult. Un premio di 135mila euro sarà assegnato al secondo gruppo classificato guidato da Battle & Roig Arquitectes e altri 130mila andranno al terzo team guidato da Sws Engineering.

Il concorso intendeva verificare l'ipotesi di una "rete ferroviaria diffusa" a servizio di quella parte di Trentino che comprende le valli Giudicarie, l'Altogarda e la Val Lagarina. "Questo per dare una risposta alla necessità di mobilità alternativa a persone e merci leggere. Il percorso ipotizzato è prevalentemente in galleria – si legge nelle indicazioni della Provincia - riducendo al minimo la realizzazione di tratte all'aperto, per limitare il più possibile gli impatti diretti dell'opera". Sono limitati i punti di fermata e di stazione per garantire rapidità negli spostamenti, tramite l'individuazione di punti nodali di valle sui quali garantire l'attestamento della mobilità locale valliva. Il tracciato parte da Rovereto e si stacca poco a sud dalla linea storica attraversando l'Adige con un tratto molto breve all'aperto. Prosegue, in galleria fino alla prima fermata nella valle del Basso Sarca. Da qui risale, sempre in galleria, verso la fermata di Comano Terme e termina in vicinanza di Tione.

Un concorso in due fasi ristretto a 10 candidati che prevedeva l'incarico per il primo gruppo classificato ma la Provincia considererà le tre ipotesi dei gruppi saliti sul podio per ulteriori approfondimenti del progetto (guarda la fotogallery ).

Un concorso atipico in Italia, dedicato al tema delle infrastrutture e al rapporto con il paesaggio.
L'operzione infatti mette in collegamento insediamenti residenziali e produttivi molto diversi tra loro per condizioni spaziali, tipologia strutturale e processi dinamici. Esso comprende il territorio che si estende dagli agglomerati urbani della Val Lagarina fino ad aree periferiche della provincia di Trento caratterizzate da vallate a concentrazione insediativa relativamente minore: Rovereto-Mori (50.000 abitanti), Riva del Garda-Arco (30.000 abitanti), Comano Terme (7.000 abitanti), Tione (4.000 abitanti).

Un progetto territoriale dove è stata studiata l'architettura delle stazioni e delle fermate, sono previsti ponti ferroviari e stradali, opere di mitigazione e compensazione, e un diffuso intervento di opere stradali e di messa a punto della linea ferroviaria.
Un progetto per fasi. Il progetto vincitore del concorso prevede una realizzazione in fasi progressive secondo il potenziale incremento della domanda, individuando tre fasi funzionali di esercizio ed, in particolare: fase 1: Rovereto - Alto Garda, fase 2-3: Rovereto – Tione, fase 4: Rovereto – Trento.

"La proposta progettuale poggia sull'idea che la costruzione di un'opera di infrastrutturazione costituisca prima di tutto un atto di modifica del territorio da parte dell'uomo – spiegano i progettisti - per plasmarne l'habitat alle sue necessità e, pertanto, rappresenti a tutti gli effetti un'opera di architettura. Si ritiene inoltre che la soluzione ingegneristica non debba scaturire da una volontà espressiva a priori o gratuitamente imponente – come talvolta si vede in questo tipo di opere – ma piuttosto da una coerente risposta alle condizioni presenti al contorno quali, ad esempio, le necessità funzionali ed economiche e l'insieme dei limiti e delle opportunità offerti dal contesto, per derivarne una scelta sia di concetto che di forma". Ne deriva che ogni opzione di tracciato, come pure l'impianto o il profilo di ciascuna stazione e viadotto sono stati proposti come il frutto di un processo in cui l'architettura diventa sintesi formale degli aspetti funzionali, strutturali, culturali ed economici emergenti, "in un coerente ideale anche di bellezza" ribadiscono i professionisti.

Architettura delle stazioni
Le stazioni avranno, secondo i progettisti, una precisa connotazione architettonica per poterne ricondurre sempre la riconoscibilità e l'immagine ad infrastrutture appartenenti alla linea azzurra Metroland. "Gli spazi di accesso e di attesa seguono un'immagine architettonica precisa e riconoscibile: tettoie con struttura in acciaio zincato / inox sabbiato con parti trasparenti in vetro e tamponamenti in larice naturale impregnato, scale ed elementi verticali di collegamento in calcestruzzo a vista – in alcuni casi le superfici verticali con guache rosso mattone per migliorarne riconoscibilità ed orientamento degli utenti verso i punti di accesso / imbarco – vetro e legno" si legge nella relazione dei tecnici.
L'architettura delle fermate prende spunto dalle recenti realizzazioni in Alto Adige, in Austria e in Svizzera, in base alle seguenti ipotesi: costruzione della stazione con un'adeguata zona d'attesa e l'eliminazione di barriere architettoniche con ascensori e rampe; riorganizzazione dei parcheggi e dei collegamenti con gli autobus; costruzione di percorsi pedonali e ciclabili che collegano i centri alla stazione.


© RIPRODUZIONE RISERVATA