Progettazione e Architettura

Piuarch oltre il Premio. «Ora spazi per la comunità»

Paola Pierotti

Piuarch si rimbocca le maniche e, forte del premio Architetto dell'Anno assegnato dal Cnappc, si fa carico di una nuova responsabilità: creare spazi per la comunità e attivare un think tank per il territorio. Piuarch anticipa la sua iniziativa al nostro giornale

Il 14 febbraio lo studio Piuarch sarà premiato al Maxxi dal Consiglio Nazionale degli Architetti come 'Architetto dell'anno'. Francesco Fresa, German Fuenmayor, Gino Garbellini e Monica Tricario sono i soci, con loro lavorano 11 associati. In tuttto una squadra di 35 persone. Diciassette anni di attività, una decina di opere realizzate in Italia, un fatturato di circa 2 milioni, base a Milano. Uno studio conosciuto per il recente intervento ultimato a Porta Nuova per Hines, l'Onda bianca, per le architetture progettate per D&G e per l'headquarter dell'azienda Bentini (dieci opere dello studio ).

«Non vogliamo che questo premio si traduca solo in un momento celebrativo. È l'occasione per farci una fotografia - racconta Fresa, socio dello studio - per riflettere su quello che abbiamo fatto e per tracciare una via per i prossimi anni. A cosa servono i premi se non a farci pensare?». Piuarch parte da questa riflessione e anticipa al nostro giornale il progetto che descriverà venerdì in occasione della premiazione. «Premiare un collettivo come il nostro significa aver apprezzato una delle virtù del nostro studio, aver colto che sotto lo stesso tetto convivono diverse realtà. Per questo - spiega Fuenmayor, un altro socio dello studio - abbiamo strutturato un progetto con l'obiettivo di renderci utili, non solo nel mondo del costruito ma anche a scala civile e sociale. In questo paese deve essere riconosciuto il senso civico e le nostre città si possono cambiare solo partendo dal piccolo».

Piuarch si rimbocca le maniche e, forte del premio, si fa carico di una nuova responsabilità: creare spazi per la comunità e attivare un think tank per il territorio. Piuarch ha già messo le basi del suo progetto, condiviso e partecipato. «Partiremo dal nostro ufficio e lavoreremo sul contesto sociale e urbano in cui opera lo studio, nel quartiere Brera, anche coinvolgendo studi internazionali, e non solo architetti». Piuarch pianterà il primo seme di questa iniziativa nella propria corte e già pensa alla definizione di un orto urbano e di spazi polifunzionali. «Pensiamo alla realizzazione di un n orto sul tetto. Un'iniziativa che ha più obiettivi - spiegano gli architetti - quello energetico, paesaggistico, di autoproduzione, oltre ad offrire una vista gradevole ai vicini di casa». Lo spirito è quindi quello di cominiciare dal particolare per allargare la visione alle corti circostanti, alle strade del quartiere, intercettando il tema caro a Milano in previsione di Expo2015.

In occasione del Salone del Mobile Piuarch definirà il tema generale in una sorta di manifesto, creerà una rete di partner da coinvolgere nelle fasi di analisi e studio e in quelle di sviluppo delle idee.

Il Premio dell'Architetto dell'Anno non sarà una coppa che resterà in vetrina ma si tradurrà in un anno di lavoro «con l'obiettivo di presentare un progetto compiuto e di attivare un meccanismo di crowdfounfing per il finanziamento delle opere» spiegano gli architetti.
Scegliendo Piuarch il Consiglio Nazionale degli Architetti ha premiato lo spirito di squadra e la capacità dei progettisti di coniugare rigore e sperimentazione. Il testimone, passato nella mani degli architetti, si tradurrà in un progetto urbano e sociale, «auspicando magari in un meccasnismo virale di emulazione».

Il premio: tutti i vincitori

Intervista a Piuarch, vincitore del Premio Architetti dell'Anno

Intervista a Fabrizio Barozzi, il Talento dell'Anno


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