Progettazione e Architettura

Gennaio da dimenticare per la progettazione: solo 15 milioni in gara

Mauro Salerno

La domanda di ingegneria pura tocca il valore più basso dal 1997 a oggi. Cresce l'appalto integrato. La media dei ribassi di aggiudicazione sfiora il 35 per cento

Gennaio da dimenticare per il mercato della progettazione pubblica. Il 2014 si apre con il crollo della domanda attivata dalle amministrazioni scesa a soltanto 15,4 milioni: l'importo più basso dal 1997 a oggi. È come se il mercato dei servizi di ingegneria e architettura avesse fatto un balzo indietro di quasi venti anni. Crolla anche il valore dei concorsi: lo scorso mese ne sono stati contati otto, uno in più dell'anno scorso. Ma l'importo dei montepremi è stato soltanto di 92.767 euro, contro i 619.700 di gennaio 2013 (-85%).

A fornire i dati è l'osservatorio mensile sul mercato elaborato dall'Oice. A gennaio sono state rilevate 309 gare promosse dalle Pa italiane. Il controvalore, come anticipato, è stato di 15,4 milioni. Rispetto al mese di gennaio 2013 il numero delle gare cala del 2,8% (-20,0% sopra soglia e -2,0% sotto soglia) e il loro valore del 21,9% (-30,7% sopra soglia e -15,5% sotto soglia).

«Il dato più preoccupante tra quelli rilevati dall'osservatorio in questo pessimo gennaio – ha dichiarato Patrizia Lotti, Presidente Oice – riguarda le gare sopra soglia, quelle di importo maggiore, che sono superate in valore dalle gare sotto soglia; questo significa che mancano gli investimenti dello Stato nelle medie e grandi infrastrutture, nella riqualificazione urbana, nel risanamento ambientale, tutte cose di cui il Paese ha urgente bisogno»

Ma non è tutto qui. L'associazione chiama in causa l'assenza di trasparenza nell'affidamento degli incarichi e il ruolo preponderante assunto dalla progettazione in house. «Una significativa quota di mercato - segnala Lotti - è sparita a causa da un lato della progettazione interna, svolta dagli uffici tecnici attraverso l'applicazione dell'incentivo del 2%, dall'altro in ragione della presenza di società in house costituite da enti locali e enti pubblici». Inoltre rimarca il presidente, «il calo delle gare non può che essere legato anche all'innalzamento della soglia per affidamenti diretti da 20.000 a 40.000 e all'introduzione di procedure più flessibili e discrezionali fino a 100.000 euro, che hanno determinato fenomeni di parcellizzazione nel mercato oltre i 100.000 euro, che infatti negli ultimi quattro anni ha visto una contrazione del 40% nel numero di gare e del 25% in valore».

Né buone notizie arrivano dalle gare miste di progettazione e costruzione (appalti integrati, project financing, concessioni di realizzazione e gestione). Anche questo tipo di appalto è in forte calo: il valore messo in gara nel mese di gennaio 2014 scende infatti del 19,1% rispetto allo stesso mese del 2013. In controtendenza soltanto gli appalti integrati che pur calando in numero, -3,4%, crescono nel valore, +12,4%. Una spia che indica come le amministrazioni tendano sempre di più a preferire questa formula - che affida alle imprese il compito di progettare - piuttosto che separare la fase di progettazione da quella del cantiere.

Sempre troppo alti, poi, i ribassi con cui le gare vengono aggiudicate. In base ai dati raccolti fino a dicembre il ribasso medio sul prezzo a base d'asta per le gare indette nel 2012 è al 34,4%. Maggiori risultano i ribassi relativi alle gare indette nel 2013 che si collocano su una media pari al 35,8%.

«Bisogna dare un segnale chiaro – conclude Lotti – rilanciando il settore attraverso l'immissione di nuove risorse per gli investimenti in opere pubbliche e una maggiore terziarizzazione delle attività progettuali; allo stesso tempo occorre risolvere al più presto la gravissima situazione derivante dall'applicazione del contributo del 4% sul fatturato estero che sta portano molte strutture a delocalizzare quote importanti di manodopera professionale all'estero».


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