Progettazione e Architettura

Caudo: «Niente speculazioni sull'ex Fiera di Roma, solo operazioni che producono valore»

Paola Pierotti

Parla l'assessore all'Urbanistica sulle priorità del Campidoglio: la Città della Scienza e il masterplan di via Guido Reni. Quanto all'ex Fiera di Roma il bando di agosto è stato congelato. Parte la densificazione in 10 aree pubbliche

La Città della Scienza e il masterplan di via Guido Reni, l'area dell'ex Fiera di Roma e la densificazione di dieci zone pubbliche della città. Sono queste le tre priorità urbanistiche, particolarmente attente alla qualità dell'architettura, che l'assessore all'urbanistica Giovanni Caudo ha posto come priorità al sindaco Ignazio Marino. Tre aree strategiche che vedono in campo pubblico e privato, tre operazioni accomunate dalla medesima volontà di mettere in piedi un processo che porti ad un triplice risultato: produrre valore per i privati, realizzare spazi e attrezzature pubbliche e innescare un processo di valorizzazione urbanistica.

Per l'ex Stabilimento Militare Materiali Elettrici di Precisione, di fronte al nuovo museo Maxxi, sull'asse che connette l'Auditorium di Renzo Piano e il Ponte della Musica, Caudo ha dato già definito il programma di intervento e gli step per arrivare dritto al concorso di progettazione, grazie al quale si conta di individuare il progettista che firmerà il masterplan entro il mese di ottobre. «L'area non è comunale – precisa Caudo – ma in accordo con il demanio e con Cdp Investimenti abbiamo concertato la strategia per arrivare in tempi rapidi alla riqualificazione dell'area urbana. E con questa operazione il Comune si porterà in dote degli alloggi sociali, la città della Scienza e un nuovo sistema di spazi pubblici che arriverà fino a Piazza Mancini. Stiamo parlando di un'area di 51mila mq incastonata nel quartiere Flaminio dove troverà sede la Città della Scienza e un quartiere con case, negozi, attrezzature pubbliche e un hotel». Dei 27mila mq di sul, 2,4 resteranno pubblici. A grandi linee le indicazioni del Comune prevedono la realizzazione di una piazza antistante quella del Maxxi e una rambla pubblica, a ridosso del mercato, dove si affacceranno i servizi pubblici del quartiere (come una biblioteca o un poliambulatorio).

I piani del Comune sono ben definiti per tappe: 60 giorni di assemblee e sopralluoghi per coinvolgere la popolazione. Forti dei contributi di questo processo di partecipazione sarà strutturato il documento preliminare propedeutico al concorso di progettazione. A quel punto saranno invitati 5-6 gruppi che avranno circa 90 giorni di tempo per elaborare una proposta di masterplan, con continui incontri con una commissione, scelta ad hoc, su temi specifici (questione ambientale, viabilità, partnership pubblico privata). «In autunno ci sarà il vincitore a cui potrà essere affidato anche l'incarico per progettare l'architettura di alcuni interventi – dice Caudo – ma immaginiamo anche di riuscire a promuovere altri concorsi sulla base delle regole concertate con il masterplan. Sicuramente uno sarà indetto per la Città della Scienza». Sarà invece Cdp Investimenti, a sua discrezione, a decidere come affidare la progettazione degli interventi di sua competenza: case, alloggi sociali, un hotel da 100 stanze, e negozi, per un totale di 72mila mq di superficie costruita.

Un'operazione immobiliare, sociale e culturale nata da un processo di partecipazione e con la volontà di definire regole chiare. Parallelamente al processo urbanistico si sta lavorando infatti anche alla struttura del progetto culturale della Città della Scienza, rielaborando e aggiornando la soluzione proposta nel 2000 a seguito di un bando europeo che prevedeva la costruzione di questa struttura nell'area dell'Ostiense. Niente a che fare con un museo modello Muse: qui si parla di laboratori della ricerca, di spazi espositivi per la comunicazione, di un'area per la sperimentazione, «di un hub – dice Caudo – che razionalizzerà le strutture già presenti nella capitale". Alla luce di recenti polemiche che hanno a che fare ad esempio con il museo Macro, Caudo ci tiene a precisare che "non sarà un altro contenitore senza un progetto di contenuto».

Per l'ex Fiera di Roma, l'iter di sviluppo non è ancora definito chiaramente come per Guido Reni, ma nel frattempo l'amministrazione comunale è riuscita «a far congelare il bando promosso da Fiera Investimenti lo scorso ferragosto e a far rinunciare al Piano Casa» dice Caudo. Anche in questo caso vogliamo applicare il metodo Guido Reni, riprendendo in mano il progetto urbanistico. Faremo un bando per dare risposta contemporaneamente sui tre fronti: produrre valore per Investimenti spa, produrre spazi pubblici, fare un'operazione di qualità. «Il debito – dice Caudo – non può essere il motore di trasformazione di quest'area. Dobbiamo ragionare sul mix funzionale e impostare lo sviluppo dell'area sapendo che il Comune sta investendo sulla direttrice del turismo congressuale dove si trova l'ex Fiera. Sicuramente sarà data priorità al tema dell'abitare temporaneo» spiega l'assessore.

Terzo punto nell'agenda Caudo è quello della densificazione dei Piani di zona. «Abbiamo una decina di aree pubbliche in cui è prevista una quota di residenza da costruire, per la selezione dei privati a cui affidare l'operazione sto considerando – anticipa Caudo – di mettere tra i requisiti un punteggio maggioritario per quegli operatori che sceglieranno i progetti attraverso concorsi di architettura».


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