Progettazione e Architettura

La «formazione a cavallo» e altri nonsense: ecco come l'accademia boccia il talento e premia le lobby

Luigi Prestinenza Puglisi

Commento irriverente sul lavoro della commissione che ha selezionato gli architetti al concorso per professore associato, penalizzando professionisti conosciuti e apprezzati a vantaggio di quelli inclusi in lobby universitarie, con giudizi a volte arroganti (e sgrammaticati)

L'Abilitazione Scientifica Nazionale, di cui sono stati appena pubblicati i primi risultati, è un concorso per selezionare i futuri candidati a professore associato e ordinario delle università italiane. Il provvedimento, che risale alla legge 240 del dicembre 2010, dà la possibilità, a chi sta già nell'università e ha continuato a produrre lavori scientificamente interessanti, di fare carriera e, inoltre, permette di reclutare nuove energie tra gli esterni. L'obiettivo, come aveva ben sintetizzato il ministro Profumo, è di offrire ai dipartimenti universitari una rosa di candidati già pre-selezionati tra i quali scegliere i propri professori, eliminando il nepotismo, e facendo in modo «che un chirurgo che sa operare possa anche insegnare chirurgia».

Migliaia di professori e aspiranti tali hanno risposto all'appello e nel 2012 hanno consegnato i loro curriculum e gli altri documenti richiesti, sperando si trattasse di una abilitazione a maglie larghe per eliminare, in base a criteri semplici e oggettivi quali pubblicazioni, concorsi vinti, citazioni ottenute, i non meritevoli, per aspettare i successivi concorsi o le nomine che i singoli atenei avrebbe dovuto approntare per l' eventuale messa in ruolo. E così è avvenuto per esempio nei settori Design e progettazione tecnologica dell'architettura e in Pianificazione e progettazione urbanistica e territoriale, nei quali sono stati abilitati come docenti di seconda fascia oltre il 50% dei candidati.

Dove invece le bocciature sono piovute a raffica è nel settore Progettazione Architettonica con una percentuale di abilitati di poco più del 20%. Cos' è accaduto? I cinque professori membri della commissione -Cherubino Gambardella, Pippo Ciorra, Benedetto Todaro, Luca Ortelli, Riccardo Campagnola - hanno mostrato un'inaspettata severità che ha portato alla sonora bocciatura di progettisti conosciuti e apprezzati.

Tra questi, figurano gli autori di molte tra le più importanti opere di architettura realizzate in Italia negli ultimi dieci anni e premiate all'estero quali Camillo Botticini, Gianluca Peluffo, Alfonso Femia, Guendalina Salimei, Vincenzo Corvino, Pietro Carlo Pellegrini, Alessandra Segantini, Stefano Pujatti, Susanna Ferrini, Andrea Stipa, Michele Beccu mentre tra i promossi ci sono personaggi il cui merito principale sembra essere l'appartenenza a lobby universitarie. Come c'era da aspettarsi, si è sollevato subito un putiferio amplificato dal tam tam dei siti internet. Anche perché leggendo i giudizi della commissione (meritoriamente pubblicati sul sito del Miur, accessibili a questo link ) non si capisce il motivo di esclusioni tanto importanti in una disciplina quale quella della progettazione che non può certo essere insegnata da chi ne ha una conoscenza soltanto libresca. Quel che è peggiore, alcuni di questi giudizi appaiono formulati in forma sgrammaticata e, in certi casi, arrogante.

Due appaiono particolarmente offensivi (refusi ed errori sono del testo originale): «la candidata non è scema, ha dimestichezza con la scena internazionale e rivela curiosità», «Le pubblicazioni ci offrono soprattutto la possibilità di avvicinarci alla produzione progettuale di del candidato (e non è una bella esperienza) ma rimangono molto distanti dall'approccio disciplinare e di ricerca richiesto dal profilo abilitabile. Indimenticabili i testi di molinari e garofalo sulle opere di Saito. sparisca per favore».

Faide accademiche? O sindrome, come hanno notato alcuni, da giuria di X Factor? Una brutta storia questa che fa prevedere una valanga di ricorsi e fa seriamente pensare che nel meccanismo delle abilitazioni c'è qualcosa ancora da mettere a punto.

Leggi la breve antologia commentata di alcuni giudizi (link )


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