Progettazione e Architettura

Maltauro: «La buona architettura ci rende più competitivi» - Gallery

Paola Pierotti

Storie di buona committenza, parla l'ad Paolo Dosa: «Il progetto deve essere protagonista già nella fase commerciale delle operazioni immobiliari»

La buona architettura deve essere protagonista già nella fase commerciale delle operazioni immobiliari: dipende dai contesti in cui si opera, ma la strada del contemporaneo è irrinunciabile e per essere competitivi si deve puntare alla qualità sia nella progettazione dei volumi che degli spazi aperti». Così Paolo Dosa, ad di Maltauro Immobiliare racconta perché l'impresa veneta sceglie di investire in quelle sfide dove costruzione e architettura vanno di pari passo.
Da Piano a Fuksas, da Cibic a Byrne, «la Maltauro ha sempre avuto a che fare con architettura con la A maiuscola. Nella maggior parte delle nostre operazioni – racconta Paolo Dosa – cerchiamo un approccio strategico al tema dell'architettura: evidentemente è superato il tempo in cui si poteva costruire con un basso profilo, oggi il mercato chiede edifici ottimali in termini di comfort e di prestazioni, e che allo stesso tempo siano competitivi sotto il profilo del design. Anche per questo abbiamo recentemente sperimentato la via del concorso privato, e abbiamo bandito una gara tra tre professionisti, tutti italiani, già al lavoro su temi di questa tipologia, (Citterio-Viel, 5+1AA e Geza) per cercare la migliore soluzione per un'area di nostra proprietà di fronte alla fiera di Vicenza».

Dettagli sul concorso privato vinto da Geza

Il concorso privato è costato all'impresa una somma dell'ordine dei 50mila euro (tre rimborsi spesa da 10mila euro ai partecipanti) e in meno di 5 mesi la Maltauro Immobiliare ha avuto sul tavolo «tre soluzioni interessanti, tutte diverse: espressioni distinte partendo dal medesimo oggetto – racconta Dosa –. La giuria (composta tra l'altro da dirigenti e azionisti interni) ha optato per il progetto dei quarantenni Stefano Gri e Piero Zucchi (soci di Geza) non tanto perché fosse il più convincente sotto il profilo estetico ma perché rispondeva alle prerogative di flessibilità e inserimento nel contesto, ed era omogeneo rispetto alle aspettative della città». L'operazione riguarda un'area da rigenerare e riconvertire a Nord-Ovest di Vicenza, dove si prevede la costruzione di un mix di funzioni, esclusa quella residenziale.

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Oggi Maltauro sta lavorando all'Expo di Milano, per la costruzione delle Vie d'Acqua ma anche per la realizzazione della piastra servizi nata dal concorso vinto da Onsitestudio.
Sempre a Milano con gli stessi progettisti costruirà un nuovo albergo per Reale Mutua (progetto nato da un concorso privato promosso da Reale). Nel lungo elenco delle opere costruite dall'impresa veneta ci sono architetture firmate da Aldo Rossi a Perugia, da Renzo Piano al Lingotto, da Fuksas a Catania per il centro commerciale Etnapolis. Un anno fa Maltauro ha costruito un intervento residenziale a Vicenza con Aldo Cibic e a giugno consegnerà il primo lotto di una maxi-operazione firmata dal portoghese Gonçalo Byrne.
Per la buona riuscita di ogni processo il coordinamento di tutte le forze in campo è vitale. «Maltauro Immobiliare – racconta Dosa – gestisce attraverso una propria struttura tutte le attività progettuali, si occupa del coordinamento e nella maggior parte dei casi interviene sul costruttivo, sui dettagli che riguardano strutture e impianti».
E con la crisi? «Il momento è difficile ma non va trascurato il fatto che la crisi sicuramente facilita occasioni di scambi e confronti di idee e spinge nella ricerca, valutando anche ipotesi più libere e fantasiose, anche dal punto di vista commerciale»


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